Gli inquisitori del 21esimo secolo a Ischia
La caccia all’”untore” ha preso piede sull’isola d’Ischia, mostrando un lato bruttissimo della società isolana. La ricerca di un volto, di un nome solo per poterlo additare è qualcosa da rigettare senza se e senza ma. Tutto ciò è accaduto sulla tranquilla isola “verde” di Ischia ai tempi del coronavirus. Il giovane, tornato da una vacanza in Asia, si è autodenunciato a causa di un sospetto contagio. Ha fatto il suo dovere, prima di uomo e poi di cittadino.
Non è bastato però ai bassifondi isolani, le persone vogliono sapere di più, mosse come sono, dalla voglia di soddisfare una curiosità becera e riprovevole. Qualcuno dal comune di origine del ragazzo ha pubblicato le generalità del giovane e dei propri familiari con l’intento di “informare” ma gli effetti di questo gesto, è chiaro, hanno avuto conseguenze negative.
Noi di Ischia Press non condividiamo tale comportamento, siamo contrari a tale modo di fare e pretesa di informazione. La domanda che facciamo ai nostri lettori è una sola: «Se fosse capitato ad un vostro parente o conoscente, cosa avreste fatto o detto?»
La comunità dell’isola d’Ischia dovrebbe tendere a un profondo esame, evitando di scadere in comportamenti medievali in un momento delicato come questo che stiamo affrontando.
Noi non lo condividiamo, e voi?

