Sbarcano i medici cinesi in Italia: ancora troppe persone camminano senza mascherine per strada
Sono arrivati giovedì notte per sostenere il lavoro italiano nella dura lotta al Covid-19. Nonostante le misure restrittive prese dal Governo Conte per limitare la circolazione e arginare il contagio, molte persone sono, infatti, ancora per strada. Se in estremo oriente la prima risposta all’emergenza coronavirus è stata quella di chiudere e militarizzare ogni angolo, nel nostro paese per non infrangersi sul muro dei diritti fondamentali, ci si è affidati in prima battuta al buonsenso degli italiani.
È stata sicuramente la scelta migliore dal punto di vista delle garanzie giuridiche. Ma gestita molto male, però, dal punto di vista dell’efficacia e lo testimoniano infatti le decine di migliaia di persone in fuga da Nord a Sud nella notte di sabato scorso. Infatti e’ stata messa in atto la strategia presa estendendo la zona protetta a tutto lo stivale.
In medici cinesi: «In base alla nostra esperienza ci sono troppe persone per strada»
Liang Zongan, professore di medicina polmonare all’ospedale di Sichuan, e Xiao Ning, vicedirettore dell’Istituto nazionale delle malattie parassitarie e del centro nazionale per la prevenzione, hanno replicato: «Da quanto abbiamo potuto vedere fino ad ora, e in base alla nostra esperienza, per strada ci sono ancora troppe persone e comportamenti da migliorare». Un’opinione senz’altro affidabile, dato che i medici cinesi sono stati i primi a dover fronteggiare ad ampio spettro questa emergenza.
Ci sono, dunque, atteggiamenti da migliorare se si vuole uscire dalla crisi nel più breve tempo possibile. «In questi primi giorni di permanenza nella Capitale ci confronteremo con medici, ricercatori, infermieri dei diversi ospedali della città. Poi andremo al nord. In base alle prime valutazioni, affermano gli esperti medici cinesi: ci sono atteggiamenti da migliorare: non tutti coloro che stiamo vedendo in strada portano le mascherine o le portano in maniera corretta. Solo se tutti rispetteranno in maniera rigorosa queste indicazioni il 3 aprile se ne potrebbe uscire».
La delegazione cinese ha, portato con se 31 tonnellate di materiali: macchinari per la respirazione, tute anti-contagio, mascherine antivirus e altre protezioni, medicinali e campioni di plasma da utilizzare nella ricerca.
Speriamo vivamente che si esca presto da quest’incubo.

