Ancora ottimi riscontri dal “farmaco napoletano”, il 70% dei pazienti migliora

Ancora ottimi riscontri dal “farmaco napoletano”, il 70% dei pazienti migliora

La sperimentazione, con buoni risultati, anche a Modena e a Latina

«L’idea di utilizzare il Tocilizumab nasce da fatto che esso è un inibitore specifico dell’interleuchina 6– spiega Salvarani, prof. di Reumatologia di Modena – una citochina che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria ed è implicata nella patogenesi di molte malattie in cui vi è una importante risposta infiammatoria, in particolare le malattie autoimmuni. Nelle più gravi polmoniti da COVID19, quelle che hanno la prognosi più severa, si è notato che il problema principale non è il virus ma l’abnorme risposta del sistema immunitario che produce una risposta infiammatoria esagerata, la così detta “tempesta citochimica”, responsabile del danno polmonare. Ebbene, questa eccessiva risposta immunitaria è in parte governata dalla interleuchina 6 e la sua inibizione può quindi ridurre questa risposta immunitaria abnorme con eccessiva infiammazione, e quindi ridurre il danno polmonare».

Anche a Latina, la sperimentazione è ormai avviata. Una nota dall’AUSL di Latina ci fa sapere che: «Tra le novità, da sabato, c’è che sono stati messi in terapia 16 pazienti con farmaco biologico Tocilizumab a Modena e che i risultati sono soddisfacenti Si tratta un farmaco innovativo usato comunemente, anche nei bambini, per patologie reumatologiche e che ha la capacità di bloccare l’infiammazione responsabile dell’insufficienza respiratoria grave. A distanza 48 ore, si è potuto constatare il miglioramento nel 70% dei casi. Si tratta ora di confermare il risultato positivo nei prossimi giorni di trattamento».

Il protocollo nazionale, redatto dal Pascale di Napoli, con la collaborazione dell’Aifa, sta, ormai, producendo risultati anche in altri ospedali italiani.

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Redazione

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