“Le faremo sapere”: infermiera rifiutata anche in tempo di crisi

“Le faremo sapere”: infermiera rifiutata anche in tempo di crisi

Siamo sicuri che questa emergenza sanitaria sia gestita nel migliore dei modi? Questo il racconto di un’infermiera che si è sentita rispondere «no» all’assunzione, anche in emergenza sanitaria.

“Ho una laurea come infermiera. Sono iscritta regolarmente all’albo e sono disoccupata. Mando la candidatura per l’emergenza Covid-19. Il giorno dopo mi chiamano. Lei ha partita IVA?”

Comincia così il racconto che trovate sulla pagina facebook di “Potere al Popolo”. Il racconto di una ragazza, professione infermiera, disoccupata, che manda la sua candidatura  in un momento in cui di dicono tutti i giorni che servono infermieri e medici. Il racconto di questa infermiera, alla quale viene risposto il classico “le faremo sapere”, a causa della mancanza di partita Iva e di una agenzia interinale con cui lavorare,“ci dimostra come negli anni la professione infermieristica sia stata svilita e precarizzata, portandoci ad avere un grave problema: nel nostro Paese ci sono solo 5,5 infermieri ogni 1000 abitanti, ampiamente sotto la media esce di 8,9 spesso super sfruttati con contratti indecenti” – scrive “Potere al Popolo”. “Ritornare ad investire nella sanità significa anche garantire un nuovo piano straordinario di assunzione diretta di personale infermieristico.”

Certo è, che questa situazione dovrà quantomeno aprire un serio dibattito istituzionale sulla condizione di giovani e non, costretti a lavorare a partita iva nei più svariati settori produttivi senza alcun tipo di tutela o costretti, pagando di tasca loro, a dotarsi di un’assicurazione.

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Redazione

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