La colpevolizzazione del cittadino: una strategia mirata dei poteri forti
Una delle strategie più comuni ed efficaci sulla popolazione, sapete qual è? La colpevolizzazione. La strategia che mette un cittadino contro l’altro, produce un risultato efficace per l’istituzione dell’autorità e la sedazione di ogni ribellione. La stessa cosa è accaduta quando, per giustificare un’economia basata sulla finanza e non più sul sociale, i poteri forti hanno installato nella mente delle persone che la loro vita economica era vissuta al di sopra delle proprie possibilità.
Lo scopo era evitare che la frustrazione per il peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione si trasformasse in rabbia. Cosa c’entra con l’epidemia di Covid-19, vi starete chiedendo. L’epidemia ha mostrato, tra le altre cose, tutti gli inganni del liberismo.
Il sistema sanitario italiano, fino a un decennio fa tra i migliori al mondo, è stato sacrificato in nome del patto di stabilità: i tagli di 37 miliardi complessivi e una drastica riduzione del personale (-46.500 fra medici e infermieri), hanno prodotto un taglio di 70.000 posti letto, che, per quanto riguarda la terapia intensiva di drammatica attualità, significa essere passati dai 922 posti letto ogni 100mila abitanti nel 1980 ai 275 nel 2015.Tutto questo dentro un sistema sanitario progressivamente privatizzato, e molto chiaramente osservato a partire dalla Lombardia che, contrariamente a quanto pensato fino ad oggi dai più, ha mostrato tutta la fragilità di un modello economico-sociale interamente fondato sulla priorità dei profitti d’impresa e sulla preminenza dell’iniziativa privata.
Ma, e lo vediamo in tutte le televisioni private e non, questo risultato visibile ad occhio nudo, non può essere reso popolare, ed ecco che scatta la strategia della colpevolizzazione: non è il sistema sanitario, de-finanziato e privatizzato, a non funzionare o la follia dei decreti frammentati e mal gestiti, no. Sono i cittadini irresponsabili che si comportano male, perché escono a fare la spesa o per fare una passeggiata. In questo noi siamo maestri nel farci prendere in giro, a vedere dai video di cittadini che riprendono e accusano altri cittadini. Una vera e propria caccia al cittadino irresponsabile e una rabbia crescente contro noi stessi, per far sì che questa rabbia non cresca verso le istituzioni, viste quindi come paterne con la costituzione di nuove restrizioni e misure drastiche.
È da questo meccanismo che non dobbiamo farci divorare e dal quale più ci dobbiamo tutelare. Uniti, anche se distanti. Responsabili ma non ossessivi. Il nemico non siamo noi.

