Non ci furono permessi per la processione, era logico non celebrare la messa

Non ci furono permessi per la processione, era logico non celebrare la messa

Una storia questa in chiave tutta ischitana sulla processione con l’urna del Santo Patrono. Dalle dichiarazioni di don Carlo Candido, si evince in modo chiaro, la volontà di effettuare la processione, tale da essere stata programmata settimane prima.

Era il 5 marzo, in Italia si stava con il fiato sospeso sul dramma che stava vivendo la Lombardia, mentre mezza isola era stata chiusa a causa del turista di Brescia che era risultato positivo al Coronavirus e che era alloggiato in una struttura alberghiera di Forio.

Il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, con un’ordinanza, chiudeva tutte le chiese all’ombra del Torrione, per impedire eventuali contagi tra i suoi cittadini. La preoccupazione era più che tangibile. A Forio le chiese chiuse, a Ischia no.

Nella vicenda della festa patronale nel comune d’Ischia, era logico che non doveva essere celebrata, la Curia non avrebbe dovuto a priori organizzarla. La salute dei propri fedeli doveva essere una priorità.

Oggi parliamo di “se”, di “ma”, con un Diacono contagiato da Covid-19 ricoverato in ospedale. Parliamo di un numero consistente di persone in quarantena fiduciaria.

Si sarebbe potuto evitare? Si! La chiesa di Ischia ha giocato sporco perché, non avendo avuto l’autorizzazione a trasportare la reliquia in processione, non avrebbe dovuto celebrare la Santa Messa per lo stesso motivo.

Di seguito, le dichiarazioni di don Carlo Candido:

«Sta di fatto che anche la sera del 4 marzo eravamo pronti a obbedire a qualsiasi disposizione che avesse annullato qualsiasi tipo di Celebrazioni anche nel giorno della Solennità di San Giovan Giuseppe della Croce. In piena comunione con il Vescovo, quindi insieme a lui, ci siamo messi in contatto con tutte le autorità competenti (Commissariato di Polizia, Sindaco e Prefettura) che hanno dato parere positivo alla prosecuzione delle Celebrazioni religiose in Chiesa (dove già da un paio di settimane erano attive le restrizioni emanate dal nostro Vescovo sulla Comunione da dare sul palmo delle mani, eliminazione dell’acqua santa all’ingresso delle chiese e sull’omettere il segno della pace) mentre veniva dato parere negativo sulla processione con l’urna del Santo Patrono dalla Chiesa Parrocchiale al convento di S. Antonio che si è, infatti, svolta in forma privata». 

Che dire, una dichiarazione al quanto dubbia.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società