Crisanti: “Hanno sottovalutato l’epidemia a favore dell’economia”. Bergamo andava chiusa subito
Crisanti parla del modello coreano e di una sottovalutazione dell’epidemia da parte del sistema italiano
Il Prof. Crisanti, insiste sull’incapacità del “modello italiano” e sulla sottovalutazione del reale rischio epidemiologico del governo. «Non riesco a spiegarmi come sia stato possibile sottovalutare le dimensioni dell’emergenza, quando erano sotto gli occhi di tutti: in Lombardia i malati saranno almeno 250 mila, 150 mila sintomatici e 100 mila asintomatici, in Italia ne calcolo 450 mila… altro che 60 mila» – ha dichiarato Crisanti.
Al dott. Crisanti si deve il metodo utilizzato dalla Regione Veneto di uno screening mirato ad una fetta ampia della popolazione, partendo dalle categorie più a rischio, come sanitari e autorità, fino al contenimento del contagio esteso alla cerchia dei familiari e delle persone a contatto con questi ultimi.
È sulla strategia di intervento che il professor Crisanti insiste: «Bastava mettere tutte le risorse possibili sui focolai iniziali, come hanno fatto in Giappone, Corea e Taiwan. E invece da noi fino a pochi giorni fa c’erano industrie attive con migliaia di dipendenti, penso soprattutto a Bergamo, per produrre beni peraltro non necessari. Abbiamo voluto difendere il Paese dei balocchi e l’economia anche di fronte alla morte».

