Covid-19 e donne vittime di violenza

Covid-19 e donne vittime di violenza

Sottostare alle limitazioni imposte per prevenire la pandemia del Covid-19 è difficoltoso per tutti, ma lo è ancora di più per le donne che subiscono o hanno subito violenza.

Durante questa reclusione forzata le donne sono esposte a una maggior sollecitazione da parte dei fautori di maltrattamenti, innalzando il rischio assoluto per la loro incolumità.

Una difficoltà importante per le donne in questo periodo problematico è portare avanti il percorso di riconquista dell’autonomia. La sospensione delle udienze o dei tirocini lavorativi blocca le donne in un limbo difficile da sostenere. La separazione non va avanti, il lavoro non c’è.

Per fortuna, le urgenze nei tribunali sono garantite, le udienze per gli ordini di protezione continuano regolarmente per dare alle donne quella necessaria protezione dai partner violenti attraverso un allontanamento o un divieto di avvicinamento dalla casa.

Gli strumenti urgenti attualmente disponibili per la tutela delle donne vittime di violenza, e quindi allontanamenti civili e misure cautelari penali, rientrano tutti tra le procedure urgenti e indifferibili che possono/debbono essere attivate anche in questo momento di stretta sull’attività dei Tribunali tutti.

Per tali procedure i termini non sono sospesi e le udienze si possono eseguire.

L’allontanare prioritariamente il violento lasciando la donna e i figli a casa dovrebbe essere la soluzione principale sempre, non solo in tempi di virus.

Il problema rimane comunque la capacità di leggere e riconoscere la violenza, ed è proprio su questo che il Coordinamento chiede a tutte le istituzioni di non distogliere lo sguardo.

Un trend confermato dai dati di Telefono Rosa, da cui emerge che nelle prime due settimane di marzo le chiamate di donne vittime di violenze sono diminuite del 47,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre quelle di vittime di stalking sono crollate del 78,8%, da 33 a 7.

Nel frattempo le violenze continuano. Solo negli ultimi giorni e solo citando i casi più clamorosi che sono stati riportati dai media: un settantenne della provincia di Pesaro ha cercato di uccidere la moglie a martellate; a Padova una donna è stata salvata dalle botte del marito solo grazie all’arrivo dei carabinieri allertati dai vicini; a Torino un 65enne ha sparato alla moglie e al figlio prima di suicidarsi; a Roma un uomo ha ucciso la madre e a Firenze un altro ha accoltellato il cognato che aveva ospitato la compagna in fuga dai maltrattamenti.

Noi di Ischia Press ricordiamo Il numero 1522, numero anti violenza sulle donne, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri, attivo 24 ore su 24.

La chiamata è gratuita anche da cellulare, e il servizio è multilingue. Se non si vuole (o non si può) telefonare, c’è anche la possibilità di chattare con le operatrici. Esiste anche un’app per il cellulare.

816 Visualizzazioni
Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.