Corollario del Virus: Hogwarts, Harvard e le biglie del flipper

Vache ‘e Press – Riflessione express

Se avessimo affrontato bene l’emergenza coronavirus, avremmo potuto fronteggiare il problema più efficacemente. Non abbiamo del resto preso come esempio la Cina che ha posto, per prima, le basi d’azione per un contenimento efficace. Ancora oggi, infatti, dopo l’azzeramento dei contagi, ne registriamo di nuovi.

Se l’Italia avesse preso sul serio il problema e agito in modo graduale nell’inserire le norme di restrizione nazionale, avremmo avuto un numero di contagi inferiore a quello cinese, avremmo inoltre potuto debellare il contagio in poche settimane.

Se l’Europa avesse agito in modo comunitario, osservando con sana curiosità l’agire degli stati membri, anche Francia (ricordo il famoso, ma tanto criticato, decreto Puffi-a-casa), Germania e Gran Bretagna avrebbero certamente avuto poche decine di contagi e addirittura, rispetto all’Italia, evitato lo stop delle attività parziali che sta determinando la crisi economica di queste ultime tre nazioni. Crisi che stanno attraversando già da tempo.

Se l’America non avesse calcolato, come invece ha fatto, i numeri dei contagi di tutti gli stati europei, oltre a quelli della Cina e della Corea (senza fare distinzioni tra Nord e Sud), la situazione attuale sarebbe stata disastrosa: la famosa stima dell’Università di Harvard che ha profilato, dopo incredibili studi e ricerche condotti da alcune delle menti più illuminate di questo pianeta, un epocale disastro di oltre 190.000 contagi, al 1 Aprile 2020, sapientemente evitato.

Un ulteriore fallimento per la politica trumpiana. Tutto questo a cosa ci conduce? A delle semplici deduzioni. Quanto è stato infelice pubblicare le illuminate ricerche in questo momento?

Qual è il fine di questa divulgazione e, se non è stata volontaria, chi ha permesso quest’azione? Cosa che mi fa ricredere sulla nomea di questo prestigioso ateneo.

Inoltre: si tratta forse – e me lo auguro – di un pesce d’Aprile? Il quesito resta shakespeariano, ossia come naturale e perenne lotta tra l’essere e il non essere: se la nonna di Mario avesse avuto le biglie, in casa, avremmo potuto definirla essere un flipper?

772 Visualizzazioni
Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli: Dottorato di ricerca in filosofia morale presso la facoltà di filosofia di Friburgo Albert-Luedwigs Universitaet. Scrittore e divulgatore filosofico, fonda e dirige da sei anni il festival internazionale di filosofia di Ischia e Napoli. Lavora con le istituzioni del territorio nazionale in campo amministrativo e scolastico sul concetto etico di appartenenza e cultura delle identità globali.