Siamo esseri intelligenti

Vache ‘e Press – soluzioni express

E mentre ci prepariamo a riconquistare la nostra routine meravigliosa, a ripopolare le strade con il nostro immenso senso civico, ci dimentichiamo dei giorni di lutto, quelli nazionali che verranno, quelli dei discorsi sulla perdita umana, sulle crisi che riversano lacrime autentiche nei giorni di un’ennesima memoria.

La natura ci avvisa: lo spazio di questo pianeta è anche nostro e, se voi siete rinchiusi nelle vostre abitazioni, noi ce ne riappropriamo.

Da secoli, con ferocia, cattiveria, non curanza lo abbiamo monopolizzato, noi esseri intelligenti.

E mentre quelle che sembravano teorie di complotto, diventano certezze, il virus ci deride, mettendoci di fronte alla cosa che meno abbiamo fatto in tutti questi secoli: pensare e pensarci insieme.

Solo le disgrazie ci rimettono alla possibilità di un ripensamento circa la nostra condotta etica, per operare con rispetto verso le altre forme di vita, verso il pianeta che è un organismo completo, complesso e con dei veri e propri sentimenti.

Madre Terra ha dei sentimenti, Madre Terra è malata e noi la ignoriamo continuamente.

Attendiamo il termine di queste restrizioni, rinchiusi a casa a preoccuparci di mangiare, e ancora a mangiare, a sembrare davvero gli esseri più intelligenti di questo infinito universo.

La terra respira e, in quanto a padrone assoluto di questa vita, che tutti ci contiene nel presente, è l’unica a poter decidere quanto ancora sarà possibile vivere secondo questi criteri – permettetemelo di dire – “disumani”.

Siamo disumani e sapete perché? Perché se fossimo solo umani, allora questa definizione non ci connoterebbe come esseri intelligenti, amanti, amici.

Abbiamo dimostrato il peggio di noi stessi e forse questo è l’unico modo possibile di essere umani.

Appena tutto questo sarà terminato, continueremo a volere le nostre cose, a fregarcene della terra, della natura, del pianeta.

Non vogliamo rinunciare alle auto, agli acquisti inutili d’identità, di uno status sociale, non vogliamo e non possiamo.

La politica mondiale soccombe davanti a questa emergenza: non ci sono alternative e la scienza tentenna, prende tempo, quello che nel paradosso ci è stato donato, riconsegnato per pensare al cambiamento. Breve potrebbe essere la distanza verso una rivolta, un crollo psicologico di massa.

Intanto noi pensiamo a poter comprare la nostra routine, le nostre comodità, la nostra vita, senza pensarci – in fondo a che cosa serve?

Pensare non basta più, bisogna “pensarci insieme”. Lo siamo! Cerchiamo di diventare disumani, troppo disumani.

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Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli: Dottorato di ricerca in filosofia morale presso la facoltà di filosofia di Friburgo Albert-Luedwigs Universitaet. Scrittore e divulgatore filosofico, fonda e dirige da sei anni il festival internazionale di filosofia di Ischia e Napoli. Lavora con le istituzioni del territorio nazionale in campo amministrativo e scolastico sul concetto etico di appartenenza e cultura delle identità globali.