Gli italiani sono senza soldi, riaprono compra oro e banchi dei pegni
Due mesi di quarantena in casa, senza poter guadagnare e con pochi aiuti da parte dello Stato, le persone si affidano ai banchi dei pegni e ai compra oro. Un tristissimo specchio della crisi economica che attanaglia tutto il Paese.
Impegnare o vendere i propri preziosi è la via più breve per avere contanti subito, senza aspettare le promesse del governo centrale dopo l’imposizione della chiusura delle attività a causa del Coronavirus. L’impoverimento improvviso, la mancanza di liquidità per la ripartenza delle proprie attività, fa ricordare ciò che accadde nell’immediato dopoguerra, le file fuori ai banchi dei pegni.
Oggi i banchi dei pegni prestano soldi in cambio di preziosi a un tasso d’interesse appena al di sotto della soglia di usura stabilita dalla Banca d’Italia, e molto spesso le persone non riscattano il proprio pegno per la mancanza di liquidità. Mentre per i compra oro, il cambio del metallo prezioso ha subito un aumento del valore portando la quotazione dell’oro, in questi due mesi di stop, dai 42 euro il grammo, fino a toccare la cifra record di 51,6.

