Latina: l’amministrazione comunale impedisce di fatto l’accesso al verde pubblico

Latina: l’amministrazione comunale impedisce di fatto l’accesso al verde pubblico

(cs) Dopo quasi due mesi in cui la cittadinanza di Latina, come quella di tutta Italia, è stata costretta a restare chiusa in casa a causa della pandemia, il giorno 4 maggio, finalmente, anche se con le dovute precauzioni, ha potuto riprendere, un minimo di vita sociale, con la possibilità di fare camminate e piccola attività sportiva, però qualcosa non è andata per il verso giusto.

A questo proposito abbiamo intervistato Antonio Bottoni, Responsabile di Codici per la provincia di Latina.

D.: Bottoni, ci sembra che lei abbia manifestato qualche disappunto in merito alla situazione.

R.: Se parliamo di “disappunto” usiamo un eufemismo. La situazione dell’intera città lascia molto a desiderare: parlare di erba alta non rende l’idea, si dovrebbe dire, piuttosto, di una selva che ha invaso intere aree del nostro territorio.

D.: lei parla addirittura di “selva”?

R.: certamente, lei come definirebbe una città ridotta in queste condizioni? Si dovrebbe parlare persino di “selve diffuse”. Alcune zone della città sono state sfalciate alcuni mesi fa, ma, nella maggior parte, l’ultima rasatura risale a diversi mesi or sono. Come è noto, le piante conoscono i ritmi della natura e l’uomo non può che prenderne atto ed adeguarsi. Qui, a Latina, sembra che la lezione degli ultimi anni non sia servita.

D.: si spieghi meglio.

R.: Sono alcuni anni che le aree pubbliche vengono manutenute poco e male. Tre anni fa il taglio dell’erba fu eseguito solo due volte, due anni fa tre volte e l’anno scorso in alcune zone 3 ed in altre 4 volte. Ma l’erba cresce sempre, persino d’inverno, e non è possibile che l’amministrazione comunale lasci trascorrere 5 o 6 mesi dall’ultimo taglio autunnale al primo primaverile. Anzi, quest’anno quasi dappertutto sarà eseguito quasi a fine primavera.

D.: In effetti, la situazione della città non è delle migliori.

R.: Lei è troppo indulgente. Il 4 maggio potevano riprendere alcune attività che erano state vietate a causa della pandemia, ebbene, chi si è avventurato per alcuni sentieri per fare una camminata consentita, ha dovuto desistere dal proseguire, perché le erbacce li avevano quasi totalmente invasi per cui non soltanto era impossibile andare avanti, ma, se le persone avessero incontrato qualcuno che proveniva dal senso opposto, era del tutto impossibile mantenere la distanza di sicurezza di un metro, perché la larghezza dei sentieri si riduceva a pochissimi centimetri. Eppure erano diversi giorni che era stato reso noto che le persone avrebbero potuto riprendere a praticare attività all’aperto, quindi era preciso dovere dell’amministrazione provvedere in merito e far trovare loro una situazione se non idonea, quantomeno accettabile. Invece non è stato fatto nulla o quasi, come mostrano le decine di foto e filmati che sono stati pubblicati da cittadini indignati ed inviperiti.

D.: Dott. Bottoni, quale è la posizione di Codici al riguardo?

R.: Codici è estremamente critica perché i cittadini di Latina pagano regolarmente tasse e tributi e l’amministrazione comunale ha il preciso obbligo di garantire loro i servizi a cui hanno diritto. Sono alcuni anni che questo accade in maniera sin troppo saltuaria ed insoddisfacente e non riusciamo a spiegarcene la ragione. Tuttavia, voglio concludere con una nota di fiducia, auspicando che il Comune voglia finalmente affrontare la questione dello stato della città e restituire alla cittadinanza una immagine di Latina finalmente ben tenuta, che sia all’altezza di un capoluogo di provincia, anche se, a tutt’oggi, almeno da quanto appare, il Comune ha fatto come le stelle del romanzo di Cronin: è rimasto a guardare.

Antonio Bottoni      

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Redazione

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