Perché a Ischia serve il 5G?
Il mondo in cui viviamo è immerso nelle moderne tecnologie digitali che hanno dato lavoro e opportunità a milioni di persone e hanno reso la nostra vita più comoda e più produttiva. Sempre più spesso si sente parlare di diverse tecnologie (Internet of Things, Intelligenza artificiale, Smart City, Smart Health, Indistria 4.0), spesso a sproposito peraltro, dovuto all’arrivo del 5G. Ma cosa è il 5G?
E’ una nuova e rivoluzionaria connettività di rete in grado di cambiare in modo significativo la direzione di evoluzione della “commodity” della telecomunicazione:

Il triangolo proposto da ITU (International Telecommunication Union mostrato in figura) ci aiuta a visualizzare le enormi novità e ci aiuta a comprendere che stiamo parlando di una rivoluzione epocale al pari di internet a 64 Kb/s negli anni 90 del secolo scorso. Una rivoluzione talmente ad impatto alla quale non sarà possibile sottrarsi come sistema Paese se vogliamo restare nella parte di mondo sviluppata e industrializzata.
Un normale processo evolutivo della tecnologia delle reti di comunicazione che apporterà vantaggi enormi come quelle che l’hanno preceduta: il 2G (Gsm) ha accompagnato la diffusione dei telefoni cellulari; il 3G ha sostenuto l’economia delle app e i primi smartphone; il 4G ha spinto streaming e messaggistica. Il 5G aumenterà la velocità con cui caricare e scaricare dati; diminuirà il tempo di latenza (cioè l’intervallo tra l’invio di un segnale a la sua ricezione) e moltiplicherà la “densità” dei dispositivi.
In realtà, il progresso nelle soluzioni tecniche di trasmissione radio e di rete è continuo e l’arrivo di una nuova generazione non introduce novità radicali se non quelle derivanti dal rilassamento dei vincoli di retrocompatibilità che consentono di sfruttare appieno alcune tecnologie.
Tra queste c’è sicuramente la novità più rilevante del 5G a livello radio rappresentata dal Massive-MIMO (Multi-Input Multi-Output), che è responsabile di gran parte dei miglioramenti sui parametri prestazionali. Tecniche MIMO sono già usate nel 4G, ma con il 5G diventano l’elemento centrale delle soluzioni radio spingendo le dimensioni delle schiere e la capacità di processamento dei segnali verso limiti impensabili fino a pochi anni fa. Sul piano delle radio- frequenze anche qui nulla di sconvolgente come vorrebbero farci credere.
Infatti, l’armonizzazione a livello europeo ha portato ad individuare nelle frequenze tradizionali per reti radiomobili (sotto i 6 GHz) una porzione abbastanza ampia di spettro intorno ai 3.4-3.8 GHz che – con tempistiche un po’ diverse – verrà resa disponibile nei vari paesi, e alcune porzioni piccole intorno ai 700 MHz, derivanti dal rilascio di spettro attualmente impiegato per la TV digitale. La grossa novità qui è rappresentata dai progressi nella tecnologia elettronica di base che consente di utilizzare le bande di frequenze delle onde millimetriche, con una porzione molto ampia, circa 1 GHz, intorno alla frequenza dei 26 Ghz.
Il 5G inoltre è capace, a differenze delle tecnologie precedenti, di mirare ulteriormente, in maniera più precise le radiazioni dove esattamente servono questo grazie anche, all’architettura della nuova rete di comunicazione 5G basata sul concetto di “slicing” (affettare). L’idea di base è quella di creare delle porzioni di rete dette “slice” (fette / fasci), separate dalle altre a livello logico, e ottimizzate per uno specifico insieme di applicazioni e servizi.
In sostanza questa tecnologia è assolutamente sicura perché grazie ai progressi tecnologici si possono sfruttare al meglio e in maniera più performante una serie di onde che già usiamo. In sostanza chi è contro il 5G dovrebbe anche rinunciare alla TV, al cellulare, al microonde senza parlare dell’aspetto medico dove praticamente dovrebbe semplicemente farsi morire perché non dovrebbe fare radiografie, ecografie, risonanze magnetiche ecc.
Questa premessa non vuole essere esaustiva, in quanto il lettore potrà documentarsi da fonti attendibili (e non da YouTube o Facebook ) su come esattamente questa tecnologia non solo non è pericolosa ma è meno rischiosa del 4G. Ultima cosa però, a mio avviso, è necessario chiarire su questo tema generico. Spesso i detrattori di tale tecnologia ci riferiscono che i campi elettromagnetici a radiofrequenza sono classificati come possibili cancerogeni. Il che è vero ma omettono di dire che la IARC individua 5 categorie di cancerogenesi e nel caso specifico essi sono inseriti nel sottogruppo B2 usato per le sostanze con limitata evidenza per l’uomo in assenza di sufficiente evidenza per gli animali. Per capirci nello stessa classificazione B2 c’è anche il caffè, l’aloe vera e lavorare come pompiere.
L’isola d’Ischia però ha un estremo bisogno della rete 5G e invito i sindaci a non farsi trascinare da pochi facinorosi e approfondire il tema magari informando la popolazione in maniera corretta su quali opportunità ci offre questa tecnologia per la nostra comunità. Si possono riassumere in tre grandi settori: offerta turistica con l’implementazione dell’IoT, Smart City e Smart Health.
Si parla da decenni di riqualificare l’offerta turistica per intercettare una clientela medio-alta ma alla fine non si cambia nulla e non si incentivano gli imprenditori a investire in tecnologia e servizi. In questo potrebbe venire in aiuto l’Internet of Things (internet delle cose). Infatti la crisi generata dalla pandemia nell’ambito turistico (gli esperti parlano del secolo delle pandemie.) potrebbe portare alla fine, del turismo di massa come lo abbiamo visto negli ultimi decenni.
Questo perché le norme sanitarie saranno più stringenti e perché di conseguenza viaggiare sarà più costoso. A questo si aggiunge che la crisi economica mondiale limiterà di molto la capacità di spesa della classe media a vantaggio di chi ha una disponibilità economica maggiore e pretende servizi e tecnologia all’altezza. Grazie al 5G sarà possibile ammodernare e rendere più efficienti le strutture ricettive dell’isola d’Ischia con particolare attenzione anche agli aspetti ambientali e di risparmio energetico. Moltissimi player del settore domotico e alberghiero hanno già lanciato importanti iniziative in questa direzione a partire dalle smart room.
La nuova ospitalità si muove su queste direzioni e le camere del futuro (leggi presente) saranno luoghi dove gli ospiti possono facilmente regolare l’illuminazione, la temperatura, l’umidità, l’apertura e chiusura delle tende, utilizzando semplicemente la voce. Inoltre, dei sensori intelligenti di presenza rilevano se qualcuno si alza di notte, con la conseguente accensione automatica delle luci rosse che guidano il percorso verso il bagno.
Il sensore regola anche in modo mirato la quantità di ossigeno nell’ambiente in base al numero di persone presenti. Anche sul fronte energetico, che è la seconda fonte di spesa più importante per un hotel, la IoT offre enormi opportunità di risparmio e ottimizzazione. Una vera e propria Hospitality 4.0 che se non incominciamo a progettare ed incentivare ci terrà fuori dai flussi turistici internazionali di questo secolo. Ma non solo la tecnologia servirà anche per rendere le nostre spiaggia più pulite e più sicure.
E qui arriviamo al secondo punto delle Smart City ovvero città intelligenti che a differenze di quello che si potrebbe pensare non sono il futuro ma sono il presente. I progetti sono tantissimi nel mondo e in Italia e i sindaci potrebbero rivolgersi all’osservatorio Smart City dell’ANCI per approfondire il tema. Qui mi limiterò a dare alcuni spunti. Investire nelle Smart City costa troppo? In realtà, no: basti pensare che, secondo la stima dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, in una città come Milano sono sufficienti appena 1-2 anni per ripagare gli investimenti in un progetto di gestione dei parcheggi (sensori per monitorare la disponibilità di singoli posti auto e App per prenotare e pagare via smartphone).
Poco di più (2-4 anni) per impostare una raccolta dei rifiuti “smart”, ad esempio con cestini con sensori di riempimento per ottimizzare la raccolta. Un tempo ragionevolmente breve (3-5 anni) richiede anche l’adozione di soluzioni per l’illuminazione intelligente, come lampioni che adattano l’intensità alla luminosità dell’ambiente, sistemi di manutenzione predittiva e ottimale dei lampioni. Tempi più lunghi (6-9 anni), invece, si prospettano per l’implementazione di soluzioni di Smart Building in edifici pubblici (gestione di riscaldamento, climatizzazione e illuminazione). In termini di vivibilità per cittadini, la stima è che grazie a soluzioni di smart building, illuminazione intelligente e gestione parcheggi l’area milanese possa ridurre le sue emissioni di anidride carbonica di oltre 60.000 tonnellate di CO2 all’anno.
Sul terzo punto invece basti solo pensare alla paura insita negli ischitani rispetto all’ospedale Anna Rizzoli che pure invece ha dimostrato di reggere anche di fronte ad una pandemia. La salute intelligente è legata a molteplici aspetti, a partire dall’assistenza domiciliare da remoto grazie al 5G dei pazienti in cura (per esempio per i malati COVID19 Philips ha sviluppato uno screening ad hoc a distanza se solo lo avessimo avuto a Ischia …) fino a veri e proprio supporti salva vita.
Per esempio grazie al programma Action for 5G, Vodafone ha messo a disposizione il supporto finanziario, il know-how tecnologico e l’accesso all’Open Lab 5G. In questo modo, Artiness (start up milanese) ha sviluppato un prototipo e una dimostrazione live in 5G simulando una procedura di riparazione della valvola mitralica su un cuore porcino attraverso l’utilizzo di un banco prova in vitro. Sempre grazie al 5G di Vodafone, è stato possibile dimostrare i benefici concreti abilitati dalla connessione da remoto per le fasi dell’intervento chirurgico, dalla pianificazione pre-operatoria con la ricostruzione olografica 3D paziente-specifica, al supporto nella fase di inserimento, posizionamento e impianto del device con condivisioni live a bassa latenza (audio, video-streaming e olografica).
Ora, nella fase di “Sviluppo Prodotto”, Artiness potrà finalizzare la soluzione e validarla con trial tecnici e clinici in 5G coinvolgendo strutture ospedaliere interessate a sperimentare sul campo questa tecnologia innovativa. Magari potremmo capire come rendere il nostro ospedale più smart e meno dipendente dai voli in elicottero per le emergenze.
Per fare tutto questo e molto altro ancora, (che sembra fantascienza ai più ma che in realtà è già il presente) serve sviluppare la rete 5G sfatando le paure infondate e cogliendo l’opportunità per reinventare l’isola d’Ischia.
Se nessuno ha il coraggio di sognare l’isola tra 30 anni basandoci su un progresso ecocompatibile, smart e inclusivo l’isola sarà destinata a vivere anni molto bui dove la criminalità organizzata potrebbe prendere molto più piede riempiendo vuoti che la decrescita infelice inevitabilmente sta portando.
Io sono partito da questa tecnologia per lanciare una vera sfida ad osare. Osare immaginare Ischia nel 2050 pensando di ritornare ad essere protagonisti del turismo. Del nuovo turismo del nuovo secolo.
Mario Presutti Fonte per parte tecnica www.agendadigitale.eu

