Tempo scaduto!

Vache ‘e Press – Soluzioni Express

Ci avviamo alla riapertura, ancora una volta parziale.

Ci sono state molte consegne di chiavi, simboliche, da parte degli esercenti.

La ristorazione ha tuonato per prima in protesta, prevedendo le difficoltà nel dover rispettare delle regole che spesso, in spazi molto ristretti, non permettono introiti tali da giustificare o sostenere un’apertura.

Molti i progetti che rimodellano lo spazio in cui accogliere gli utenti, spesso però dispendiosi e difficilmente attuabili.

Le amministrazioni locali si fanno portavoce di queste proteste, ma sono schiacciate da una reale lentezza da parte del governo nel dare significative direttive. Siamo tutti bramanti di normalità, tutti, e non abbiamo più tempo.

Anche le idee tardano ad arrivare: ci si incontra per protestare e non per capire come rimodellare il sistema di accoglienza, in tutti i settori, specie in quello turistico.

Lottiamo ancora contro il tempo, quello che prima sembrava essere troppo e adesso è poco.

È tempo invece di mettersi insieme e di uscire insieme, di creare un sistema di accoglienza che non lasci tempo al tempo: nel settore dell’intrattenimento si potrebbe pensare in questo modo, ossia razionalizzare le tempistiche di fruizione in modo sinergico. Chi vuole andare a cena fuori, potrebbe ritrovarsi a prenotare non solo la mera cena, ma l’aperitivo alle 19, la cena alle 20 e avere a disposizione un limite di tempo per consumare. Diciamo un’ora e quarantacinque minuti. Ristoratori e bar potrebbero attuare una sorta di pacchetto completo, un percorso sincronizzato con diverse opzioni, convenzionandosi, e dividendo in modo equo sia il tempo, sia il guadagno.

Sarebbe come entrare in una sala giochi degli anni 80 e acquistare il divertimento con un gettone, con limite di tempo. Dopo la cena si potrebbe ritornare al bar – per chi lo vuole – e consumare un drink. Le possibilità sarebbero svariate, ma tutto dipenderebbe dalla creazione di un circuito che sia ben studiato, nel tempo.

Lo stesso potrebbe accadere per il comparto turistico.

Insomma il nostro modo di andare a cena e di vivere la società dell’intrattenimento sarebbe diverso, diciamo programmato, ma potrebbe permettere a tutti di scegliere il percorso, rendendo la vita più semplice a tutti.

Il cambiamento potrebbe consistere proprio in questo: abituarsi a progettare la serata con gli amici, in numero ridotto, prenotando dei servizi.

Ovviamente mi riferisco sia all’esercente, sia al consumatore.

Sarebbe quindi il tempo, ancora una volta, a scandire questa nuova modalità di vita. Perché non lavorarci subito?

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Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli: Dottorato di ricerca in filosofia morale presso la facoltà di filosofia di Friburgo Albert-Luedwigs Universitaet. Scrittore e divulgatore filosofico, fonda e dirige da sei anni il festival internazionale di filosofia di Ischia e Napoli. Lavora con le istituzioni del territorio nazionale in campo amministrativo e scolastico sul concetto etico di appartenenza e cultura delle identità globali.