La politica procidana in pieno fermento, in corsa per ora Luigi Muro e Dino Ambrosino
Il prof. Franco Lubrano fa una attenta analisi sulle imminenti elezioni, sia quelle regionali e sia quelle amministrative dell’isola di Procida
PROCIDA – L’isola di Procida scalpita in vista del
prossimo settembre. In quel mese, infatti, c’è l’importante appuntamento delle
elezioni, che non solo riguarderanno la regione Campania, ma anche direttamente
il comune dato che si vota anche per le amministrative.
I due contendenti, almeno quelli acclarati finora, sono il sindaco uscente Dino
Ambrosino e l’on. Luigi Muro, già sindaco di Procida tra gli anni ’90 e 2000 e
parlamentare col PDL fino al 2013. Restano ancora aperte altre possibilità
riguardo i candidati, con particolare attenzione ai movimenti del consigliere
De Candia e dell’ex sindaco Capezzuto, che al momento non hanno ancora chiarito
la loro posizione.
Nulla di certo in termini di liste. Nessuno, infatti, ha ancora presentato la
propria. Tuttavia, si vocifera già su quelli che potrebbero essere i papabili.
Ebbene, stando a quanto si dice, emerge un dato sconcertante. Nessuna delle due
principali compagini pare si voglia avvalere di volti giovani. I volti nuovi,
al massimo, sono persone oltre i quarant’anni e, forse nella sola area DEM del
sindaco Ambrosino, c’è qualcuno compreso tra i trenta e i quaranta anni.
Pare che questa politica faccia proprio fatica a svecchiarsi. Eppure, i due
candidati a sindaco sono entrati in consiglio comunale poco più che ventenni.
Merito sicuramente del coraggio di qualcuno che ha saputo lanciarli, facendoli
diventare oggi dei politici affermati. Ma dove saremmo ora senza quel coraggio?
Chi avremmo alla guida del paese? Ebbene, forse sarebbe il caso che anche loro avessero
lo stesso coraggio? Forse si punta troppo sul presente, pieno di politici e
politicanti dal passato più o meno glorioso, e troppo poco sul futuro.
L’isola è piena di giovani laureati, tra i venti e i trent’anni, nelle più
disparate materie. Possibile che non ci sia nessuno che sia, o che possa
essere, interessato alla politica? Chi promette di guardare al futuro
dell’isola deve anche essere in grado di costruire una classe dirigente per
l’avvenire. Cos’hanno i giovani che non va? Peccano di esperienza, forse? Ma
come è possibile fare esperienza senza opportunità?
Allora, l’appello è ai candidati a sindaco. Chi è davvero interessato al domani
del paese, chi non guarda solo al presente ma anche al futuro, deve scommettere
su energie nuove. Tutto il resto, i soliti nomi riciclati, coloro che,
nonostante ricoprissero ruoli nelle pubbliche amministrazioni, non sono mai
andati al di là del proprio naso… non sono serviti ieri e non serviranno di
certo oggi alla comunità.
prof. Franco Lubrano

