Pillole di libertà: “Non ci sto”

Pillole di libertà: “Non ci sto”

ELI

Non ci sto a dovermi preoccupare di mantenere le distanze da coloro che non hanno voluto vaccinarsi; a prendermi cura di indossare la mascherina quando incontro questi “so tutto io” che la mascherina non la portano sbattendoti in faccia tutta la loro presunta superiorità.

Non ci sto a dover evitare, come se fossi su un ring, tutti i tentativi di darmi la mano, toccarmi, addirittura abbracciarmi.

Urlano libertà, libertà. Ma il vero significato di quello che dicono è: libertà di fare quello che ti dico io.

Ed ecco la loro verità: il virus quasi non esiste, è frutto di un complotto internazionale, è stato creato dalle multinazionali del farmaco in crisi finanziaria, ecc. ecc. Per concludere con un soddisfatto “A me lo Stato non me la fa”.

Sono un convinto e strenuo difensore della libertà di scelta dell’individuo e ho il massimo rispetto per ogni scelta anche quelle che vanno contro tutte le evidenze.

Ma pretendo di ricevere uguale rispetto. E allora non mi devi guardare con l’arroganza o la superficialità di chi pensa di essere il custode dell’unica verità, magari pensando vigliaccamente che sotto sotto la mia vaccinazione salvaguarda anche te.

Non ho bisogno che tu mi ribadisca i soliti luoghi comuni: che gli unici ad aver studiato il problema siete voi, che tutto è riconducibile “alle grandi cospirazioni” o che senza rendercene conto “siamo semplici cavie umane utilizzate dal potere”.O, ciliegina sulla torta, che vaccinarsi rende sterili. Non mi interessa.

Mi interessa che tu indossi la mascherina, sempre. E devi stare alla distanza prevista e non provare a tendermi la mano o a toccarmi.

Sciò, sciò fatti più in là.

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Redazione

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