Vott a passá…

Vott a passá…

E’ vero, il turismo a Capri è ‘nu muorz rispetto a Ischia e quindi è riuscita laddove qui non si riesce, ma è anche vero che non ci si prova nemmeno, che tutti voi politici e politicanti, nessuno escluso

Tacco di Ghino

A parte qualcuno, e per l’esattezza gli stolti che hanno tempo da perdere sui social per polemizzare contro il dito di chi indica la luna…, direi che è pienamente assodato, condiviso e chiaro a tutti che così non si possa davvero più andare avanti. Capisco l’emergenza Covid-19 ed il conseguente turismo cosiddetto di prossimità, ma se è vero come è vero che questa nostra fantastica isola è prossima ad una oramai sempre più decadente Capitale del Sud, appare chiaro come questo – secondo alcuni – necessario turismo di prossimità non possa più continuare in questo modo.

Da circa un mese, o poco meno, subiamo continui atteggiamenti di villania, sopraffazione, furbizia, cafonaggine, maleducazione, illegalità e chi più ne ha più ne metta. Senza contare quei fastidiosi ammiccamenti tra sodali, ma sarebbe meglio dire fra cumpariell, per dirsi “mo’ te facc verè i” ogni qualvolta sono convinti di subire un qualsivoglia sopruso , fosse anche semplicemente il dover indossare la mascherina entrando in un qualunque esercizio commerciale, così come prevedono le regole. Già le regole, quelle regole che quel popolo vive come angheria, inutile dabbenaggine, stupidi orpelli da infrangere con violenza.

Guidano da vergogna, te li ritrovi sorpassanti indifferentemente a destra o a sinistra perché tanto è uguale, cch’ ffà, e non sia mai che provi a minimamente lamentarti perché la discussione e la rissa sono dietro l’angolo, perché la cultura del bunget e banget ha creato dei mostri, pure tra quelli della parte “bene” della città. E poi ti urtano e ti apostrofano con “scietat, ca stai durmenn all’ert” e così via…

Io non so voi come la pensiate, ma sono certo che se la vostra risposta dovesse essere “eh, ma nuje simm necessari, ve’ purtamm e’ ssord, ve facimm campà” be’ è chiaro che questo articolo non potrebbe in alcun modo essere indirizzato a voi né tantomeno scalfire le vostre granitiche certezze. Perché quand’anche io vi dovessi rispondere che chiunque faccia turismo porta soldi, straniero o italiano, del nord o del sud Italia, tedesco o russo, francese o inglese, voi non capireste lo stesso, perché secondo voi il turista è sempre e comunque autorizzato a combinare quello che combinate voi in questa vostra “benedetta” colonia agostana.

E’ vero, Capri è ‘nu muorz rispetto a Ischia e quindi è riuscita laddove qui non si riesce, ma è anche vero che non ci si prova nemmeno, che tutti voi politici e politicanti, nessuno escluso (visto anche che, direttamente o indirettamente, siete tutti quanti coinvolti in prima persona con il turismo isolano) non state davvero facendo niente, chiacchiere a parte. E questa straordinaria isola, dove – conoscendo le lingue straniere – si sentono i turisti dire “Ma non si accorgono di cos’hanno? Mare, montagna, campagna, hanno tutto, davvero incredibile!”, a furia di tagliare il ramo sul quale si è seduti, finirà con il sedere per terra. Con grande rammarico di quei veri amanti isolani, del luogo o foresti, ma illuminati. Svegliatevi, svegliamoci, perché il tempo sta per scadere. Viva Ischia.

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Redazione

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