Disservizi per la terapia domiciliare per i pazienti colpiti dal covid o malati oncologici
Il diritto alla salute per i malati per covid o oncologici sull’isola d’Ischia viene a volte negato. Molti decidono di farsi curare in casa invece che in ospedale.
Ci sono pochi medici rispetto al numero dei pazienti, le attese si fanno lunghissime, le terapie vanno a rilento.
Cosa si può fare per curare tutti questi pazienti? Lo chiediamo al dottor Mimmo Loffredo, medico chirurgo specialista presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno.

“Ischia ha una carenza di fondo, ci sono troppi malati e pochi infermieri per assisterli. L’asl ha chiuso un contratto con una società di Casoria ma non decolla, il problema sono i collegamenti con l’isola.
La mia idea è quella di coinvolgere tutti i medici di base. I malati e soprattutto quelli oncologici hanno tempi brevi, devono essere curati subito e non possono aspettare.
Di recente una giovane donna è morta e nelle settimane precedenti era stata costretta più volte a recarsi a Napoli per sottoporsi a radioterapia con tutti i conseguenti disagi. I malati oncologici di Ischia sono altamente penalizzati.
Per quanto riguarda i malati covid, si può dire la stessa cosa.
È mia intenzione di portare la questione in consiglio comunale, vorrei che si formasse un tavolo tecnico con tutti i sindaci isolani. Il diritto alla salute deve essere una priorità, i medici di base, a turnazione, dovranno tamponare questa carenza di personale”.
Queste le parole del dottor Mimmo Loffredo. Dichiarazioni che hanno anche una nota di amarezza. Che sia covid o sia cancro, Ischia si trova a fare i conti con una problematica che nessuno vuole affrontare.
Anche per la crisi economica che pesa sulle famiglie, è inammissibile che i malati oncologici debbano spendere fior di quattrini per farsi curare sulla terra ferma. Ischia aveva un centro oncologico che, con il tempo e con i tagli alla sanità, è stato ridimensionato ai minimi termini.

