Il punto del campionato

Il punto del campionato

7 sono le virtù; 7 è il numero buddista che indica la completezza; 7 sono le meraviglie del mondo antico e moderno e 7, da oggi, sono le prodezze compiute da un Napoli che le cassandre bramavano perdente. Tra esse, ovviamente, Commisso, che confidava in miglior sorte stante la legge dei grandi numeri e magari, perché no, anche nella classica macchia successiva alle fatiche europee. E invece un Napoli solido e vincente, e ancora in rimonta, ha brillantemente superato la prova del nove contro la sorpresa del campionato condotta dall’esuberante Vlahovic. I cori razzisti levatisi dal Franchi, saranno materia per la giustizia sportiva e magari, si spera, non solo quella.

Dietro, in ordine: il Milan espugna Bergamo in una trasferta al cardiopalma. I rossoneri, condotti da un Tonali irriconoscibile rispetto alla scialba versione dello scorso anno, stendono l’armata orobica ancora sofferente per le fatiche di coppa. I bergamaschi tentano di riacciuffare il pari nel finale, secondo l’indigesto copione delle notti turche milaniste (intese come Istanbul e non l’arbitro chakir), ma sfortunatamente per loro, si fermano a un passo dalla rimonta.

Un’Inter bifronte la sfanga per il rotto della cuffia a Sassuolo, grazie soprattutto alla profondità della rosa. Inzaghi azzecca i cambi ma, evidentemente, sbaglia la formazione iniziale. La domanda serpeggia nell’ambiente e non solo: l’Inter ha la solidità economica per permettersi questa rosa, o falsa il campionato? Ai posteri la sentenza. E ulteriore giudizio ci si attende, soprattutto, per il presunto fallo da rigore che ha visto protagonista Handanovic. Pairetto ha sentenziato per i liberi tutti, varrà anche in futuro per casi analoghi? Vedremo.

La Roma veleggia solida in zona Champions e mostra di essersi messa alle spalle lo shock del derby; al contrario, la Lazio è allo sbando e sembra che abbia rigettato il trapianto Sarri. A proposito di sarrismo, pare che codesto si sia visto solo in quel di Napoli. Sarà stato merito della squadra più che del manico? La risposta è sì, stando a parer di scrivere, parere che viene da molto lontano.

Infine la Juve. La cura acciuga restituisce definitivamente ai torinesi (non ditelo a Juric) la loro vera essenza: orrendi killer. Orrendi da vedere, ma “assassini” calcistici. Certo, questa impostazione catenacciara potrà servire in campionato, ma in Europa, alla lunga, potrebbe non pagare. Un discorso miope potrebbe ribattere portando a suffragio la fresca impresa contro il Chelsea, ma trent’anni di brutte figure europee consigliano di ammodernarsi e di farlo subito.

In coda, infine, una menzione va alla conterranea Salernitana, che espugna la Genova rossoblù trovando i primi tre punti della stagione.

Ora la sosta. Speriamo che le squadre possano presto ritrovare tutti i giocatori in perfetta forma.

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Alessandro Buglione

Alessandro Buglione

Made in Napoli nel febbraio dell'82. Realista disincantato con la verità sempre in tasca. Talvolta, però, è sbagliata (cit.). Avvocato.