Juve: anatomia di un tracollo

Juve: anatomia di un tracollo

Napoli e Milan continuano la fuga in solitaria, e se i partenopei archiviano un derby “sporco” sentito, nella realtà, da una sola delle tifoserie, i rossoneri espugnano l’Olimpico giallorosso grazie ad un incerto Maresca. Non essendovi nulla di rilevante in uno scontro tra prima e ultima (penultima, terzultima, a chi importa) Ciò che più colpisce è il tracollo Juve, ormai in piena deriva. Il proverbio dice che il pesce puzza dalla testa (ops, scola ancora la Salernitana), ed è proprio inquadrando la dirigenza che vanno analizzati i problemi strutturali della baracca.

Andrea Agnelli è il vero artefice dell’attuale sfacelo, a partire da una gestione economica della società che ha portato a due ricapitalizzazioni da 700 milioni compiute solo per ripianare perdite. Una società normale avrebbe già portato i libri in tribunale. Non pago, ha paventato l’ipotesi superlega alla quale avrebbero dovuto accedere, per chissà quale diritto divino, delle vere e proprie macchina di debito come juve o Barcellona. Progetto infame e giustamente naufragato.

Dal punto di vista tecnico il siluramento della cassandra Marotta ha dato il via libera al disastro Ronaldo che ha devastato le casse bianconere portando scudetti già vinti con Zaza (e Orsato e Tagliavento e ancora e ancora) senza nemmeno l’ombra di una Champions. Nel frattempo tre allenatori cambiati, l’uno diverso dall’altro, con una rosa sempre più logora ed incompleta. Il centrocampo juventino, vera cartina di tornasole della squadra, è un mix tra vecchi elefanti strapagati (Ramsey, rabiot) equivoci tattici (Arthur, Locatelli) e altra “sfravecatura” che giocherebbe, forse, nella Salernitana.

E per finire, la minestra riscaldata Allegri. Ovviamente strapagata. Acciuga, dopo anni di vana attesa di una chiamata da parte di qualche big europea che, chissà perché, avrebbe dovuto iniziare a giocare da schifo, accetta il ritorno a Torino al modico stipendio di nove milioni annui (ma dateli a me…). Ebbene, da persona concreta qual è ha ripreso il discorso tecnico che aveva portato al suo siluramento, ossia un gioco inguardabile e partitacce vinte di cortomuso. La Juve adesso è in ritiro, una cosa che non si vedeva da anni, ma la realtà è che il ritiro dovrebbero cominciare a considerarlo Agnelli e Nedved.

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Alessandro Buglione

Alessandro Buglione

Made in Napoli nel febbraio dell'82. Realista disincantato con la verità sempre in tasca. Talvolta, però, è sbagliata (cit.). Avvocato.