La nostra vita in un mondo più gentile

La nostra vita in un mondo più gentile

Il 13 novembre è una data che va ricordata. In questo giorno, nel 1997 si celebrò la Conferenza del “World Kindness Movement” a Tokyo, che terminò con la firma della Dichiarazione della Gentilezza.

Sono stati i giapponesi a promuovere, infatti, questa iniziativa, grazie allo Japan Small Kindness Movement, fondato nel 1988 a Tokyo, dove due anni prima si era costituito un primo gruppo di organizzazioni riunito nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la gentilezza).

Obiettivo della ricorrenza è ricordare che tutti noi siamo cittadini del mondo e abbiamo un ruolo da svolgere, dei beni, dei valori, degli animali da tutelare e condividere.

Esiste, a tal fine, la Settimana Mondiale della Gentilezza, che in tutto il mondo viene dedicata alla divulgazione di quel che davvero vuol dire essere gentili. Comportarsi in modo empatico, avere cura degli altri.

Il rispetto e la gentilezza sono valori fondamentali su cui intessere relazioni positive e costruttive con le altre persone. Soprattutto in un periodo come questo, poi, che ci impone di stare a distanza gli uni dagli altri, una parola “gentile” può avere lo stesso effetto di un abbraccio. Semplici gesti da un valore immenso. 

Oggi è quanto mai necessaria, inoltre, gentilezza, rispetto e cura sopratutto nei confronti delle donne, che vivono, di contro, numerosissime e diceva Gandhi «con la gentilezza si può scuotere il mondo, tristi situazioni di disagio, violenze, soprusi.»

Gentilezza, cortesia anche nei riguardi di tutti quelli che appartengono a minoranze spesso discriminate. Una giornata per ricordare che se vogliamo vivere in un mondo migliore, dobbiamo, insegnare la Gentilezza, nei piccoli e nei grandi gesti. Ciascuno nel suo piccolo deve essere rispettoso dell’altro. 

Non a caso Gandhi ha sostenuto che «con la gentilezza si può scuotere il mondo!»

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Valentina Bergamino

Valentina Bergamino

Scrivo sicuramente per comunicare emozioni, esperienze, opinioni su temi che reputo essere toccanti e interessanti. Per offrire spunti di riflessione, per dare la possibilità di esprimersi a chi non la ha. Per me stessa anche, per scoprire un mondo nuovo fatto di dialettica e confronto e per mettermi alla prova.