Vi sentite parte di questa società?

Vi sentite parte di questa società?

Negli ultimi anni la società ha subito una trasformazione abbastanza visibile, sia a causa del progresso tecnologico che del Covid-19.

Molti di noi sono cambiati radicalmente, stravolgendo la propria vita.

A partire dal lavoro, che è diventato quasi del tutto smart. Lo stesso studio ha subito trasformazioni, con la Dad (didattica a distanza). Per non parlare dei rapporti personali. Rapporti finalizzati, delle volte, a una semplice videochiamata.

Ricordo le vecchie generazioni cui bastava un pallone e una buona compagnia. Mentre oggi, con l’avanzamento tecnologico, le persone si sono allontanate ancor più fisicamente, rendendo i soggetti sempre più alienati. Forse possiamo definire quest’atteggiamento un allontanamento dell’anima. Ma, da quando è apparso il Covid, la situazione è peggiorata. Come se si fosse persa la propria “deontologia”, quelle norme morali ed etiche intrinseche in ognuno di noi, che Freud definiva Super-Io.

Siamo circondati da gente che si accusa costantemente. Che fa scaturire ogni forma di odio verso chi la pensa diversamente. Sembra quasi di vivere in società divisa in buoni e cattivi, guardie e ladri, come l’esperimento carcerario di Stanford, svolto nel 1971 (vedi “L’esperimento di Stanford: la relazione tra ruolo sociale e malvagità | SFU Milano”).

Sembra quasi che questa società stia portando ogni singolo a schierarsi.

Don Lorenzo Milani condannava chi divideva gli stranieri dagli italiani. Perché reputava disumano dividere gli uomini per la loro diversità etnica, culturale, religiosa, di pensiero.

Paulo Freire, invece, notava che nella società vi erano due fazioni, gli oppressi e gli oppressori, coloro che esercitavano l’egemonia sui più indifesi. Asseriva anche che l’arma più potente per combattere ogni forma di oppressione era la “parola”. La parola muove le montagne. È un’arma simbolica che può cambiare il mondo.

Ricordiamo Madre Teresa di Calcutta e Gandhi, che attraverso il loro amore hanno unito, e non diviso, le popolazioni.

È importante non perdere di vista l’umanità. Siamo tutti organismi di quest’universo. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Anche le zanzare servono per nutrire i ranocchi.

Quindi sentiamoci parte di questa società e restiamo uniti. Il virus prima o poi finirà. La tecnologia continuerà sempre di più a invadere le nostre vite. Dobbiamo essere noi intelligenti da non farci assorbire dalle sole paure o plagio generale e da questi strumenti moderni. Ragioniamo con la nostra testa e non perdiamo di vista il vero senso della vita e il rispetto, seguito dall’amore, verso il prossimo.

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