Le insidie del web, difenderci è un nostro diritto

Le insidie del web, difenderci è un nostro diritto

I social hanno sempre creato condotte particolari, che in passato si manifestavano in modo ignoto

La comunicazione attuale ha caratteristiche specifiche, di eccezionale velocità e insieme di tutela di una certa forma di anonimato; questo ha composto un grande universo a cui hanno accesso tutti, giovani, adulti e anziani, rivelando di sé solo determinati aspetti, escludendo tutto il resto.

Il social diventa un luogo, dove sfogare un malessere interno, per cui invincibile e frustrante, in una società valutata come contraria se non addirittura responsabile della propria temuta inefficacia, in una competitività sfrenata, in cui ha campo chi arriva primo perché esistono gli ultimi.

É in questi casi che il leone da tastiera non manifesta solo un normale dissenso, ma dichiara un patimento che non è dovuto necessariamente al tema che viene trattato, ma piuttosto a un insieme di fondo di cui soffre.

In rete le principali tipologie di reato sono la diffamazione, l’estorsione, lo stalking, la nuova fattispecie del cyber-bullismo: dallo scorso anno è diventato applicabile il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) che aumenta per fortuna gli strumenti a tutela delle vittime.

Siamo davanti al lato pericoloso dei social network, che quotidianamente fa registrare numeri sconcertanti.

Per garantire una difesa adeguata contro questi reati, commessi tramite strumenti digitali bisogna dichiararsi tramite una denuncia o querela.

A questo punto, nella fase delle indagini preliminari, il pubblico ministero potrà tutelare in via anticipata la donna vittima di alcuni di questi reati tramite il sequestro preventivo, misura cautelare che permette l’oscuramento delle pagine web tramite le quali si è stata integrata la fattispecie di reato.

Se pensi di essere vittima di cyberbullismo ti sarà capitato di essere coinvolto in uno di questi episodi.

Messaggi pubblici online violenti e volgari, finalizzati a suscitare odio, attaccare o mettere in ridicolo.

Messaggi privati minacciosi o contenenti insulti e altri tipi di molestie.

Denigrazione e diffamazione per danneggiare la reputazione della vittima, sia essa effettuata via e-mail, con messaggistica istantanea, gruppi o pagine sui social network, video, post pubblici ecc.

Minacce e ricatti online.

Diffusione pubblica di dati personali e/o sensibili in rete, soprattutto dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della vittima (ma anche dati che rivelano la sua origine razziale o etnica, le sue opinioni politiche, le sue convinzioni religiose o filosofiche, la sua appartenenza sindacale, dati genetici e biometrici).

Diffusione di immagini o materiale pornografico che ritraggono la vittima.

Furto di identità o sostituzione di persona, cioè quando l’identità della vittima è derubata per spedire messaggi a suo nome o pubblicare testi dal contenuto offensivo.

Inganno e adescamento, finalizzato a ottenere la fiducia della vittima per poi pubblicare o condividere con altri, attraverso la rete, le informazioni carpite.

A questo punto dovrai chiedere aiuto per proteggerti dalle insidie del web.

Contatta le forze dell’ordine e ti spiegheranno qual è il percorso più semplice da seguire.

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.