Disastro. Bentornati al passato
Riavvolgiamo il nastro: siamo alle prime quattro, cinque, sei giornate e via del campionato, col Napoli che veleggia solido in prima posizione e i tifosi…già, i tifosi sono stranamente sobri. In città si respira aria serena, tranquilla, soddisfatta, ma senza eccessi. Tutti sono sospesi sui bordi di una nuvola, oppure adagiati su una bolla di sapone in attesa che la prima si sciolga o che la seconda scoppi.
Ed ecco il momento. Finalmente siamo pesantemente schiantati col freddo culo sulla gelida terra. Ok, non ci eravamo illusi, ma fa male lo stesso. Piuttosto, per quale ragione, quando le cose filavano bene, nessuno si illudeva? Perché il cetriolo è arrivato spesso, perché è entrato proprio lì ed ha fatto sempre male.
Dapprima presso l’albergo fiorentino ed infine il fatal Verona dello scorso anno, passando poi per ammutinamenti e finali di tornei giocate al di sotto di ogni attesa. Delusioni, delusioni, null’altro che delusioni. È il carattere, il ventre molle di una squadra sempre identica a se stessa, sempre coerentemente mediocre, e sempre pronta a tradire perché incapace di volare o perché semplicemente più scarsa di quanto si pensi. Una squadra a forma e immagine del suo capitano che accampa milionarie proposte di rinnovo, ma completamente spropositate rispetto all’apporto dato all’azzurro sia cittadino che nazionale.
Possiamo parlare di infortuni, coppa d’Africa, le ciucciuettole, gli arbitri ecc ecc…ma la verità è che lo 0-1 con l’Empoli è imperdonabile e non merita alibi né dotti spiegoni. Bentornati nel passato.

