Le idee didattiche da sperimentare contro il bullismo
Negli ultimi anni il fenomeno del bullismo si è diffuso a macchia d’olio soprattutto nelle scuole: basta seguire i notiziari o sfogliare un quotidiano per rendersi conto di quanto si verifichino ogni giorno drammi ed emergenze sempre nuove. Gli episodi coinvolgono ragazzi e ragazze sempre più giovani ed è ormai emergenza baby-gang.

Secondo le statistiche si configura come un malessere sociale estremamente diffuso tra adolescenti e giovani, ma non riconducibile a una precisa età anagrafica o a specifiche categorie sociali, in quanto espressione di disagio relazionale multiforme. Si dice ordinariamente che uno studente escluso o vittimizzato è oggetto di bullismo quando viene esposto intenzionalmente e ripetutamente alle azioni offensive di uno o più compagni.
Proprio così. Una nostra testimone S.C., ieri ci ha illustrato dettagliatamente almeno cinque episodi di bullismo verificati in classe elementare del figlio. Età nove anni appena compiuti.
Tre ragazzi l’hanno annientato diverse volte per sentirsi più forti, più coraggiosi e leader. Il bambino, ha spesso un carattere introverso, è insicuro, con un basso livello di autostima e perlopiù incapace difendersi.
Si pensa che il problema dipenda appunto dalla propensione psicologica di alcuni soggetti a identificarsi nel ruolo di vittima; la loro debolezza, insicurezza, la tendenza all’isolamento offrirebbero una sollecitazione scatenante per il bullo. Il fatto più sconvolgente è che spesso questi bambini non dicono nulla e tendono a nascondere questo grande disagio.
Servirebbe quindi forse un programma scolastico attento all’inclusione di tutti gli alunni della classe. Ogni studente dovrebbe capire che fare parte di un gruppo è un onore ma anche un onere, che non si deve additare chi è diverso e che non si deve rimanere in silenzio.
Gli insegnanti sanno bene che non bisogna sottovalutare un tema argomentativo sul bullismo per scuola media perché, tra le righe scritte dall’alunno, potrebbe emergere anche una richiesta d’aiuto: non è facile, per i ragazzi bullizzati, confessare di essere coperti di ridicolo dai propri “compagni di classe”.
Per questa ragione, assegnare dei temi anche ai bambini più piccoli può essere un modo creativo per approfondire le sensazioni interiori che provano durante le ore scolastiche e si possono fare luce sugli avvenimenti di cui sono stati protagonisti.

