Cudas: il “Rizzoli” deve tornare alla piena funzionalità

Cudas: il “Rizzoli” deve tornare alla piena funzionalità

Comitato Unitario per la Difesa e il Diritto alla Salute di cui all’art.32

(cs) Nel rinnovare i ringraziamenti e la gratitudine per l’enorme lavoro e le complicazioni che hanno dovuto affrontare e gestire, nell’interesse dei pazienti, i sanitari del “Rizzoli” (come i loro colleghi in ogni parte d’Italia) in questi durissimi anni di contrasto al Covid-19 in prima linea, il Cudas Ischia ha ritenuto di dover inviare al Direttore generale e al Direttore sanitario dell’Asl Na2 Nord una lettera, avente ad oggetto “la preoccupante involuzione dell’assistenza sanitaria sull’isola d’Ischia”, che è stata, gioco forza, sacrificata all’emergenza pandemia. Ora, tuttavia, che stiamo uscendo dal tunnel, è necessario riprendere l’attività normale, perché in tanti attendono risposte per altre, non meno serie e pericolose, patologie.

Questo di seguito il testo della lettera inviata via Pec:

“Gent. Direttori,

stiamo seguendo con attenzione e interesse le buone notizie relative all’incremento e aggiornamento continuo della dotazione dell’ospedale “La Schiana” e i progressi che vi si registrano in tanti reparti, pur non essendo ancora del tutto superata l’emergenza pandemica. Tutte novità di cui ci compiacciamo, anche perché quello di Pozzuoli è l’ospedale di riferimento per tutti noi che facciamo parte della popolazione dell’Asl Na2 Nord.

Tuttavia, proprio mentre registriamo questi segnali incoraggianti che arrivano dal Dea aziendale, dobbiamo riscontrare un preoccupante, progressivo arretramento dell’assistenza sanitaria sulla nostra isola, non solo per quanto riguarda l’ambito territoriale, nel quale alle inadeguatezze datate si è aggiunta anche la drastica riduzione dei medici di base per i pensionamenti dell’ultimo anno a cui altri si aggiungeranno, ma perfino nell’ambito ospedaliero, che negli anni recenti aveva visto un notevole recupero su quasi tutti i fronti.

Certo, l’emergenza Covid 19 ha coinvolto pesantemente anche il “Rizzoli”, ma l’andamento dell’epidemia in termini di ospedalizzazione, soprattutto negli ultimi mesi, non giustifica lo stallo quasi totale che sta caratterizzando in modo sempre più evidente l’unico presidio ospedaliero isolano. Dove ormai, anche per interventi e patologie solitamente risolti in loco, si viene sempre più spesso indirizzati in terraferma, tra lo stupore e lo sconcerto degli utenti. Costretti di nuovo alla trasmigrazione continentale che in tanti casi era stata superata e limitata, con tutti i disagi e gli aggravi che la nuova situazione comporta in una fase già abbastanza difficile per tutti.

Le testimonianze e le segnalazioni che ci arrivano evidenziano una involuzione che somiglia – ahinoi – ad uno smantellamento de facto del nostro ospedale e dell’assistenza sull’isola, ormai fagocitata dal Covid, mentre le altre patologie galoppano pressochè incontrastate e faticano a trovare risposta finanche nelle emergenze.

Come ben sapete, il funzionamento appieno del “Rizzoli” in tutti i reparti e servizi è la dotazione minima imprescindibile per la comunità isolana, che non può contare sulle stesse alternative e possibilità offerte a chi vive in terraferma. Sospensioni e cancellazioni di prestazioni, specialmente se prolungate nel tempo, nel nostro particolare contesto insulare hanno conseguenze ben più gravi e pesanti di quante non ne abbiano nelle altre realtà territoriali. Ed è per tutti questi pressanti motivi che sollecitiamo il rapido ritorno alla piena funzionalità del “Rizzoli” e dei servizi territoriali, al fine di garantire almeno quei Livelli Essenziali di Assistenza che sono venuti meno da troppo tempo e a cui non possiamo permetterci di dover rinunciare oltre.

Con l’auspicio che si intervenga con tempestiva risolutezza,

porgiamo cordiali saluti

Per il Cudas Ischia

la presidente Gianna Napoleone”

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Redazione

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