Viviamo in uno Stato che si definisce laico ma in realtà è una dittatura clericale
Quella della Consulta è davvero una notizia difficile da digerire dopo il grande impegno profuso da più di un milione di cittadini che hanno solo chiesto il diritto di poter decidere della propria vita.
“Il referendum che si proponeva di depenalizzare la fattispecie di reato dell’omicidio del consenziente è inammissibile perché non preserva la tutela della vita umana, in generale e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili “.
Una notizia tremenda per la democrazia e per chi è costretto a vivere una condizione caratterizzata da atroci ed insopportabili sofferenze contro il proprio volere.
In vero, imponendo la sofferenza, in luogo della libertà e dignità umana, la tutela della vita, si preserva ancor meno!
Viviamo in uno Stato che si definisce laico, ma che di contro, nella prassi è una dittatura clericale. Morire è un diritto, quando ciò che resta della vita, al netto dei patimenti, è soltanto una non – vita. Morire dignitosamente non può non essere una lecita possibilità.
La lotta per la libertà tuttavia, a oggi, non si ferma e chi crede in questi obiettivi fondamentali continuerà a battersi per ottenerli, con ogni mezzo. Disobbedienza civile, ricorsi giudiziari, appelli alle forze politiche e parlamentari al fine di giungere a soluzioni vigenti in gran parte dell’attuale mondo democratico.
Fatto sta che in un paese civile e con una politica degna di questo nome, un Referendum relativo a questa problematica non sarebbe neanche servito!

