Caffè Espresso. “Giornata mondiale” verso il Patrimonio Unesco
Oggi potrebbe essere la volta di un’altra eccellenza alimentare nostrana. Il nostro amato caffè. Un vanto italiano, quello che adorano tutti, quello che la mattina ti sveglia e ti concentra nel corso della giornata.

Oggi nelle maggiori città italiane, si festeggia all’odor di caffè per le strade.
Dal bar più piccolo al bar più grande.
L’inizio della storia del caffè risale molto probabilmente al Medioevo, attorno al X secolo o più presumibilmente al XV secolo, ma con possibili precedenti in tutta una serie di relazioni e leggende che si approcciano con il suo primo ingresso.

Secondo una leggenda altrettanto antica, la scoperta del caffè sarebbe merito di un pastore etiope di nome Kaldi, il quale portando a spasso il suo gregge aveva notato una certa iperattività a seguito dell’ingestione di particolari bacche rosse, ovvero quelle della pianta dl caffè. Kaldi le assaggiò e sperimentò su di lui lo stesso effetto energizzante. Da questo momento in poi (in qualsiasi tempo esso si collochi) il caffè ha cominciato a essere utilizzato sempre più spesso come rinvigorente di origine 100% naturale.
Qui il caffè si diffuse a partire dal Seicento: nel 1617, infatti, giunse a bordo delle navi dei commercianti veneziani che percorrevano le rotte marittime che collegavano Napoli e Venezia con l’esotico e misterioso Oriente dove nel frattempo la bevanda era ormai entrata a far parte delle abitudini comuni.
Ma fu proprio l’Italia la prima nazione europea a introdurre una particolare consuetudine, quella della Bottega del caffè. Diciamo che la città più esclusiva è Napoli.
Oggi è una specie di mito, una bevanda magica a cui tutti dedicavano pensieri, parole, opere, tanto che da non si potrà più pensare a Napoli senza pensare al caffè, anzi al caffè napoletano.
Buon caffè a tutti da #ischiapress!

