Politica di parte e Politica di scopo

Politica di parte e Politica di scopo

La Politica di Parte descrive lo scontro contrapposto tra parti o partiti, che fin troppo spesso porta ad un conflitto feroce, alla stregua di una ipocrita “guerra civile” strisciante, tra posizioni dogmatiche, ognuna vantando la “verità assoluta” che deve conquistare il potere, per fare del mondo il “paradiso” che solo la propria visione può realizzare.

E, perciò, considerando tutto il resto, le altre idee concorrenti, “uno schifo da eliminare, così come chi lo propone”… Fino a dimenticare la propria funzione di interfaccia tra le istituzioni e il popolo, che infatti non ascolta più.

Una politica di livello qualitativo sempre più basso, troppo impegnata in un eterno contro.

La cause furono ben descritte 120 anni fa dal filosofo e politologo russo Moisei Ostrogorsky, dopo aver verificato di persona le stesse “derive” sia nel suo paese che negli UsA a cavallo tra il 18° e il 19° secolo… Ma evidentemente nessuno le ha lette.

La Politica di Scopo è invece quella praticata dalla “Società Civile” (l’insieme dei cittadini che, coscienti dei problemi della comunità, dedicano il proprio tempo libero ad affrontare tali problemi concreti, cercarne le soluzioni, verificarle e applicarle con i concittadini interessati.

Sta di fatto che la Società Civile (detta anche “volontariato” ed oggi anche “Terzo Settore”), dà e realizza soluzioni senza chiedere nulla in cambio. Quella che si può definire Politica Alta, di qualità, perché è per e non contro. È al servizio della comunità.

Molti dimenticano (o non sanno, perché nessuno glielo spiega) che la vera politica è quella che la stessa parola descrive: Etica della Polis; tradotto: l’insieme dei valori e delle regole (ETICA) condivisi dalla popolazione (POLIS) per garantire la propria convivenza pacifica ed il rispetto reciproco. Pertanto, la vera politica non è per pochi  oligarchi, ma per il popolo e del popolo.

La Politica è piena competenza del popolo, non di pochi “eletti”.

E chi fa vera Politica ed è un democratico non solo a parole mette tutti i cittadini nelle condizioni di sapere (educazione e istruzione) ed essere equamente informato (Stampa e Media) affinché tutti i Cittadini possano gestire e quantomeno controllare la Politica. Chi ha la coscienza a posto, non ha nulla da temere dal Popolo.

Chi non lo fa veramente è un perfetto candidato, se non un esponente già in piena attività, di una Oligarchia che ha bisogno di un Popolo debole e ignorante, non in grado di essere Sovrano, così da dominarlo e controllarlo facilmente.

Noi, il popolo, non abbiamo bisogno di una “nuova” Élite (che di “nuovo” avrebbe ben poco), né, tantomeno, di ulteriori “leader dominanti”, che tentano i cittadini ad affidare “comodamente” a loro, i grandi leader, tutte le responsabilità… Abbindolando i cittadini con l’illusione che, loro leader, lo fanno “per il bene dei cittadini” che così sono “liberi” di dedicarsi solo al proprio “benessere”, quello fatto di “avere tutto” e sempre meno di “essere”, trasformandoli in “eterni debitori” pur di avere tutto per sentirsi “persone di successo”, ma così, di fatto, facendone o degli eterni “debitori”, o persone con troppo da perdere in termini materiali, comunque soggetti così controllabili e ricattabili… Un “benessere” che proprio in questo modo diviene effimero, perché è un’arma di ricatto («Se non obbedisci, ti tolgo tutto!»).

Una strategia oligarchica e un regime che punta a fare dei cittadini dei sudditi, né liberi, né in grado di auto-gestirsi senza i “salvifici leader”, i loro “padroni di fatto”.

La politica deve diventare un feudo del popolo, controllando la Politica, affinché nessuno possa abusarne.

L’alternativa è la schiavitù.

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.