“Assurdo viaggio da incubo per due turiste inglesi sull’EAV”. Ma dove? Ma quando?

“Assurdo viaggio da incubo per due turiste inglesi sull’EAV”. Ma dove? Ma quando?

Assurdo scritto a caratteri cubitali, una storia raccontata male apprese da dicerie di paese. Due turiste settantenni inglesi che avrebbero preso un pullman dell’EAV che da Casamicciola porta a Ischia Porto. Le due signore hanno si acquistato i biglietti per la corsa ma non li hanno obliterati, perché in Inghilterra non funziona come in Italia, e una volta salite sul bus si sono sedute per proseguire il viaggio.

A un certo punto alla discesa dal mezzo si avvicina un controllore che chiede loro il biglietto in italiano, le signore non capendo cosa stesse dicendo, intuiscono che si trattasse di un controllo al che mostrano i titoli di viaggio. L’uomo non ha saputo spiegare in inglese che in Italia non basta comprare solo il biglietto ma bisogna anche marcarlo, le prende da parte e le multa di 50€ a testa.

Nell’articolo di una testata locale si legge che il controllore abbia chiamato la Polizia di Stato per un presunto “rischio fuga”, falso completamente falso. La Polizia non è mai intervenuta in questa soft opera.

Altra cosa, sempre nello stesso articolo racconta che le due signore abbiano deciso di lasciare l’albergo e l’isola per quanto accaduto. Falso completamente falso. Le due donne inglesi soggiornano sempre nella stessa struttura, si stanno godendo la nostra isola e si stanno spostando senza l’ausilio dei mezzi pubblici.

Ora ci dobbiamo domandare quali siano i motivi di un articolista di raccontare un fatto di “cronaca” con tante inesattezze? Forse per attirare più lettori o visualizzazioni?

Al di là della vicenda ci sorge spontanea una domanda che rivolgiamo alla Direzione dell’EAV: “È possibile che una località turistica quale è l’isola d’Ischia i dipendenti (alcuni di essi) dell’azienda del trasporto pubblico non sappia parlare in inglese? Come possono rapportarsi con i turisti se non si capiscono?”

Attendiamo fiduciosi una risposta.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società