Liberalismo e debito. Esattamente che cos’è la favola neoliberista?

Liberalismo e debito. Esattamente che cos’è la favola neoliberista?

Dobbiamo tornare indietro agli anni 70 del secolo scorso, in quegli anni avvengono alcune innovazioni tecnologiche senza precedenti per esempio nel campo dei trasporti, della comunicazione, dell’informatizzazione e sono innovazioni che modificano radicalmente il modello produttivo; In particolare separano la produzione economica. Fino ad allora l’economia italiana era costituita da quello che si produceva in Italia, così quella francese ciò che si produceva in Francia.

Poi c’è il commercio estero fra i vari paesi queste innovazioni tecnologiche rendono possibile una produzione sganciata dai singoli paesi per fare un esempio oggi una macchina Fiat è prodotta in 25 paesi “tra l’altro paradosso non è prodotta in Italia” questa enorme possibilità creata da queste innovazioni tecnologiche ha permesso l’avvento della cosiddetta dottrina del bene. Grazie a queste innovazioni possiamo trasformare l’intero pianeta in un unico grande mercato e anzi se eliminiamo tutti i vincoli sociali ambientali e tutti i diritti e permettiamo al mercato di essere l’unico regolatore sociale tutto questo produrrà un enorme ricchezza che a cascata senza eliminare la richiesta sarà talmente alta che produrrà benessere per tutti questa è la tavola liberista iniziata agli anni 70.

Che è entrata in crisi già nella seconda metà degli anni 80 perché effettivamente prodotti un’enorme quantità di beni e di merci in questi anni non c’è stata alcuna redistribuzione sociale. Anzi il pianeta già composto da persone talmente impoverita e non poteva comprare alcuno dei beni prodotti e una parte minoritaria quella cui appartiene l’Occidente sostanzialmente ha già comprato tutto. Con miliardi di pubblicità posso convincere qualsiasi persona che la macchina va cambiata ogni due anni ma nessuno comprerà 10 macchine. La stessa cosa posso fare per convincere le persone a comprare un nuovo telefono ma nessuno comprerà 10 telefoni a testa. Alla fine c’è un limite di saturazione raggiunto il quale esattamente questo modello ha riscontrato già a metà degli anni 80.

Avendo capito, il liberalismo, che non si potevano fare molti più soldi vendendo merci ha deciso di fare profitti adeguati semplicemente scambiando profitti e quindi si sono aperte le porte alla cosiddetta economia virtuale finanziaria che oggi ha raggiunto dimensioni quasi da follia solo un paio di dati perché sia chiaro a tutti oggi il commercio estero di beni fra Stati e pari a 20.000 miliardi di dollari.

Ma l’economia; ovvero i guadagni maggiori si effettuano sui mercati finanziari dove per 360 giorni all’anno si fanno transazioni finanziarie.

Prima le banche centrali degli Stati permettevano agli stessi di emettere titoli di debito ad interessi bassi con la certezza che quelli non venduti veniva acquistati dalle stesse Banche. La BCE ha stravolto il mercato costringendo gli stati a fare debito per pagare interessi.

Qualcuno si stupirà venendo a conoscenza che ogni anno il bilancio dello stato italiano risulta in attivo; ma va in passivo quando si sommano gli interessi da pagare. Noi abbiamo un debito di 2.200 miliardi sul quale abbiamo già pagato 3.400 miliardi di interessi lasciando il debito invariato.

Prendiamo atto del fatto che gli italiani che pagano le tasse, questo è un altro dei problemi di questo paese, dagli anni 90 ad oggi hanno versato allo Stato italiano 700 miliardi in più di quello che hanno ricevuto sotto forma di beni e di servizi allora significa che questi italiani il debito lo hanno già strapagato.

Ma c’é di più andiamo a vedere cosa c’è dentro questo debito cioè con chi l’abbiamo contratto per quali finalità; Sono per l’interesse generale o per l’interesse particolare in modo da  capire quali debiti vanno onorati e quali, invece, vanno mollati e questa è la strada che va intrapresa.

Sapendo che la narrazione che ci stanno propinando, ovviamente a delle finalità ideologiche, sugli enti locali, ad esempio, in questi ultimi 15 anni si intende scaricare quasi tutta la crisi; O meglio quasi tutte le misure cosiddette per superare la crisi.

I comuni, non so quanti lo sanno, concorrono alla creazione debito pubblico nazionale in modo irrisorio che non supera il 6% e sarebbe quello in mano alle famiglie italiane. Allora perché non pagare il debito o gran parte di esso? La storia é piena di esempi di debiti pubblici non pagati si parte dal Regno di AMOUR del 2400 a.c. per arrivare ai giorni nostri.

L’esempio più concreto é quello della Germania che dichiarò di non poter pagare il debito e siccome l’occidente voleva una Germania forte fu fatta una bella conferenza a Berlino dove si entrò con l’accordo tra i delegati che il debito sarebbe stato dimezzato.

Durante i lavori di questa quel debito venne ridotto ad 1/4 e la conferenza si concluse con l’accordo che la Germania avrebbe onorato il debito rimanente in 50 anni; Correva l’anno 1952 e la Germania ha finito di pagare il debito nel 2002.       

Ora mi chiedo lo hanno fatto per la Germania ma lo potranno fare per l’Italia oppure saranno costretti a farlo?

www.listacivicapopolare.org

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.