L’isola d’Ischia perderà circa 6 miliardi di Euro
Approvato nel 2015 le sei Amministrazioni isolane non lo hanno mai reso operativo. Il rischio di perdere i finanziamenti previsti dal 2021 al 2027 che nel bilancio settennale dell’UE verso l’Italia prevedono circa 1074 miliardi di euro cui si sommano i 750 miliardi del Next Generation EU, per un totale di 1824 miliardi di euro, è ancora molto alto. Dopo essersi lasciate scappare l’occasione delle somme erogate dal 2014 al 2020, con una dotazione finanziaria pari a 4.113.545.843, oggi il pericolo è rappresentato dal non approfittare del nuovo flusso di denaro destinato alla Campania attraverso l’adozione di una progettazione integrata e una pianificazione strategica territoriale tra le sei amministrazioni. Un rischio che non è molto distante se si considera che i Comuni di Ischia non hanno mai dato seguito alla delibera nr 161 del novembre 2015 avente ad oggetto il “Patto Strategico per lo Sviluppo socio economico dell’isola d’Ischia – approvazione Protocollo d’intesa”, con cui i sei Sindaci hanno riconosciuto, in maniera unanime, l’obiettivo di provvedere al territorio dell’isola mediante un Piano Strategico “come strumento unitario di sviluppo” e la cui adesione da parte di tutte le amministrazioni ha reso direttamente eseguibile insieme all’adozione del protocollo d’intesa per assicurare il “conseguimento degli obiettivi generali, territoriali e locali contenuti nel documento strategico (allegato alla delibera, NDR). Ideato e promosso dall’allora Commissario dell’Azienda di Cura e Soggiorno di Ischia e Procida, il dr. Mimmo Barra attuale dirigente dell’Ente Regionale, il Patto Strategico oggi rappresenta lo strumento più idoneo e immediato per reperire fondi ministeriali, avere accesso ai POR regionali, a quelli del PNRR e soddisfare le esigenze di progettazione per “zona omogenea”, tra le cui 11 previste dalla Legge regionale l’isola d’Ischia è zona a sé rispetto ad altre.

Obblighi e impegni non mantenuti
Al Comune di Forio quale ente capofila, sarebbe spettato l’obbligo di fornire la sede logistica per lo svolgimento e il coordinamento delle attività oltre a provvedere alle attività per la selezione dei consulenti al fine di “elaborare e implementare il piano”; fornire “assistenza tecnico amministrativa alla partecipazione a bandi per il reperimento delle risorse finanziarie all’attuazione del piano” e inoltre “rendere operativo il monitoraggio ex ante, in itinere, ed ex post” del piano strategico. Il nulla di fatto da parte del Sindaco di Forio Francesco Del Deo insieme all’indifferenza degli altri sindaci, aumenta il rischio di perdere notevoli occasioni di sviluppo per l’isola d’Ischia.
Come è strutturato il Patto Strategico
Incastrato nelle politiche di coesione, la sua adozione è stata resa necessaria dal “perdurare della crisi economica che ha reso urgente intraprendere iniziative locali dirette alla tutela del benessere della comunità isolana, a contrastare l’attuale recessione e a favorire lo sviluppo sostenibile insieme alla competitività e alla crescita socio economica dell’intero territorio isolano”. Fini e scopi tutti condivisibili, se non fosse stato per lo stato catatonico delle Amministrazioni le quali già nel 2015 si erano accorte che “il territorio è caratterizzato da una forte frammentazione delle iniziative di sviluppo avviate da molteplici soggetti senza un coordinamento comune e in assenza di obiettivi condivisi e concentrati”. Sono 11 gli assi di finanziamento a cui, le amministrazioni di Ischia, nella loro totalità, potrebbero attingere evitando di perdere occasioni per favorire lo sviluppo omogeneo e, inoltre, assicurarsi una cospicua liquidità da impiegare sul territorio dell’isola d’Ischia realizzando progetti anche per marcare una svolta per l’attività turistica e la risoluzione di problemi come traffico e trasporto pubblico. Tali scopi si possono raggiungere attraverso il Patto Strategico promosso per intercettare fondi regionali e nazionali e che tra le linee di investimenti prevede A) Innovazione e sostegno alla competitività:Asse 1 – Ricerca e Innovazione; Asse 2 – ICT e Agenda Digitale; Asse 3 – Competitività del sistema produttivo. B)Ambiente, patrimonio culturale e trasporti:Asse 4 – Energia sostenibile; Asse 5 – Prevenzione rischi naturali e antropici; Asse 6 – Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale; Asse 7 – Trasporti.C)Welfare:Asse 8 – Inclusione Sociale; Asse 9 – Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione. D)Sviluppo Urbano Sostenibile:Asse 10 – Sviluppo Urbano Sostenibile. E)Assistenza Tecnica:Asse 11 – Assistenza Tecnica. A questi vanno aggiunti 10 obiettivi tematici, 25 priorità di investimento, 38 obiettivi specifici, 75 azioni possibili e 52 categorie di spesa.
La dotazione finanziaria nel ciclo 2021/2027
Nella definizione del nuovo Programma, in seguito agli orientamenti dettati dalla Commissione Europea, ci si muove in un quadro complessivo molto «ricco» (dal PNRR ai vari decreti relativi al tema infrastrutture, ad esempio) ma ancora «fluido, labile e dinamico» dato che è ancora in corso la redazione dell’Accordo di Partenariato. Tuttavia dal verbale della Giunta Regionale del novembre 2021, si precisa che “con il prossimo ciclo di programmazione, la Campania potrà beneficiare di circa 4,9 miliardi di euro (in quota UE), di cui 3,8 14 miliardi per il FESR (in quota UE) e circa 1 miliardo di euro per il FSE Plus (in quota UE). Con riferimento alla quota nazionale – sottolinea che anch’essa è ancora in fase di definizione e che verrà determinata anche in considerazione della quota nazionale che sarà attribuita al Programma Complementare 2021/2027”

