“Un mondo migliore”
“Stiamo educando una gioventù all’odio. Stiamo perdendo la misura il peso della parola. Le parole sono pietre. possono trasformarsi in pallottole e bisogna pesare ogni parola che si dice per far cessare questo vento dell’odio. Da quando non vedo più, tutto mi é più chiaro, in questo momento storico è una fortuna esser ciechi. Voglio morire con la speranza che si possa vivere in un mondo di pace. Il futuro è nelle mani dei giovani, non disilludetemi!”
Andrea Camilleri
Questa una tra le ultime riflessioni del grande maestro “Camilleri”; Ma cosa ci vuole dire con le sue sagge parole?
Che abbiamo un’unica speranza che sono i giovani, ma la stiamo perdendo perché non riusciamo ad essere giovani e stare al loro passo; Al contrario, sbagliando, pretendiamo che i giovani si adeguino alla nostra mentalità di anziani, al nostro sistema di vita e continuiamo a sbagliare non ponendo la giusta fiducia nei giovani.
Noi siamo anziani e abbiamo fatto il nostro corso; Abbiamo vissuto la nostra vita, abbiamo sbagliato e siamo caduti, ci siamo sollevati e ci siamo curati, molti di noi hanno affrontato la vita con immani sofferenze, ma con determinazione e siamo riusciti a superare le avversità “tutto é dipeso dalle nostre scelte”.
Io ricordo che se un professore a scuola mi rimproverava, oppure mi dava una pacca l’unica cosa che non facevo era quella, tornato a casa, di lamentarmi; Semplicemente perché avrei preso il resto.
Moltissimi genitori difendendo a spada tratta i propri figli, in particolare contro l’istituzione scuola, ne hanno fatto dei deboli e non li hanno preparati ad affrontare la vita.
Per amore, ne sono convinto, molti hanno cercato di tenere i loro figli lontani dalle avversità e dalla battaglia della “strada” pensando che dando hai figli quello che noi avevamo desiderato avremmo fatto il loro bene.
In molti abbiamo sbagliato ma oggi possiamo recuperare dando ai giovani non il cellulare migliore ma la responsabilità del nostro e loro futuro; Siamo noi che dobbiamo ragionare con la mente dei giovani e mettere i giovani, dandogliene la fiducia e la stima, di fronte alla realtà della vita che va ben oltre della buona promozione a scuola, della bella vacanza, del computer più potente o della macchina più bella.
Cambiamo paradigma ed affidiamoci con amore e grande speranza nelle mani dei giovani. Si sono giovani ma maturano presto e forse ci potranno dare quel mondo migliore a cui noi abbiamo sempre aspirato.

