L’Italia è caduta

L’Italia è caduta

Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: Diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, é già tracciata.

Pier Paolo Pasolini

Non ho paura del nemico che mi attacca… Ma del “FALSO AMICO” che mi abbraccia.

Benito Mussolini

QUELL’AMORE PER LA NOSTRA TERRA E PER I NOSTRI FIGLI…

Nei primi anni di attività del Movimento Neo Borbonico (circa 30 anni fa!) andavamo a raccontare la nostra storia casa per casa e a mettere le nostre bandiere balcone per balcone, come nel 1994 per il rientro a Napoli dei Borbone tra migliaia di persone e con un giovane principe, Carlo di Borbone. Non abbiamo mai smesso di farlo e poi sono arrivati centinaia di convegni, mostre, libri, tv e giornali e oggi siamo centinaia di migliaia e milioni di persone conoscono la nostra storia e hanno ritrovato o stanno ritrovando un orgoglio sempre più urgente e necessario per cambiare e salvare il Sud di domani.

Questa bella foto è la sintesi di quello che abbiamo fatto e che dobbiamo fare nel segno dell’amore per la nostra terra e per i nostri figli. “FOTO DELL’ARTICOLO”

Gennaro De Crescenzo

LETTERA APERTA AI CALABRESI E AI SINDACI DI CALABRIA

Cari Calabresi ed egregi Sindaci,

le ultime vicende sanitari della piana di Gioia Tauro che hanno coinvolto anche l’ospedale di Scilla mi spingono a delle riflessioni che con voi desidero condividere. Chi si é candidato alla guida di questa regione era, certamente, a conoscenza dei mali ultra trentennali che affliggono questa Regione in particolare nei settori: Sanitario; Ambientale.

Quindi ci saremmo aspettati immediati interventi per risolvere al meglio questi problemi, ma la presidenza regionale si muove ora e non nell’immediatezza del suo insediamento.

Be, comunque, se si vogliono risolvere i mali della nostra terra di Calabria noi cittadini dobbiamo incominciare a costituire in ogni comune i “COMITATI REFERENDARI”.

I Sindaci devono apportare modifiche agli “STATUTI COMUNALI” inserendo negli stessi:

1 – I “REFERENDUM DELIBERATIVI SENZA QUORUM E SENZA RACCOLTA DI FIRME”;

2 – I “REFERENDUM PROPOSITIVI DELIBERATIVI A SOVRANITÀ POPOLARE SEMPRE SENZA QUORUM NE FIRME”.

Questi strumenti di “DEMOCRAZIA DIRETTA” potranno essere attivati dai comitati referendari quando ce ne sarà la necessità.

Cosa comporta tutto ciò: Una partecipazione diretta del cittadino alla vita politica é amministrativa di ogni singola comunità; Una collaborazione continua tra Amministrazione (SINDACO) e cittadini per la risoluzioni di problemi connessi al territorio e alla convivenza delle comunità.

Solo in questo modo quando il popolo “ASSUMERÀ LA SUA VERA SOVRANITÀ” si potrà parlare con voce univoca e costringere le istituzioni superiori ad affrontare con la collaborazione e d’intesa con il popolo calabrese i problemi che ci affliggono.

IL POPOLO DETERMINA LE SCELTE NON LA POLITICA O I PARTITI VENUTI DA MARTE PER CONTINUARE A DISTRUGGERE QUESTA NOSTRA AMARA TERRA.

Ruggiero Riefolo

Pasolini aveva previsto la spoliticizzazione dell’Italia e ci stiamo arrivando siamo quasi al 60% e credo in queste prossime elezioni supereremo il 70%; Ma cosa comporterà tutto questo?:

Riuscirà a far comprendere al nostro ospite del “QUIRINALE” che questi movimenti e partiti non sono graditi al popolo italiano?

Riuscirà a fargli comprendere che sarebbe il caso di avviare una nuova costituente e dare ai cittadini la parola su come procedere per la nuova rinascita di questa Nazione?

Comprenderà in quali mani é finita questa “POVERA PATRIA”?

Chi avvalora questa tesi delle false promesse, sembrerà strano, ma é Benito Mussolini volenti o nolenti al potere con la sua dittatura per un ventennio di morte, fame e distruzione. Ed egli affermava di avere paura dei “FALSI AMICI” che ti abbracciano. Purtroppo dobbiamo dare ragione al “Duce” perché quelli che ti abbracciano e ti dicono di combattere per una nuova Italia non sono altro che delatori e propositi compiacenti del “DIVITE ET IMPERA”.

Poi c’é l’appartenenza il sogno inseguito da oltre 160 anni che lentamente sta riprendendo piede e speriamo che questo senso dell’appartenenza pervaga tutto il popolo meridionale dell’ex “REGNO DELLE DUE SICILIE”. Ma qui ci vorrebbe un moto comune che porti l’erede al trono “Carlo di Borbone” a rivendicare il mal tolto; Ma quanti sono i meridionali pronti gridare ancora “VIVA O RRE’”.

E, infine, il popolo che diventa sovrano e si appropria di questa Nazione che gli appartiene per diritto Divino, universale ed inviolabile; Manda via gli ospiti sgraditi e si mette a governare con le persone a lui fedeli.

Quali di queste strade prenderesti tu popolo italiano e colono meridionale?

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Redazione

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