Il golpe d’Agosto

Il golpe d’Agosto

Siamo in mano alle organizzazioni d’élite del gruppo Bilderberg e della Trilaterale. La maggioranza della popolazione mondiale non ne è consapevole, pensando che l’economia nazionale, il governo, le leggi siano mere questioni interne allo stato nazione. E che governabilità e leggi dipendano dai governi nazionali. Per gli ottimisti, dalla volontà popolare.

Ben diversa la realtà. Nella gestione dei mercati, della politica e della finanza mondiale tramano e tessono le tele dell’economia mondiale organizzazioni non governative e apartitiche. Vi appartengono uomini di potere e esperti ad essi legati, che si riuniscono per risolvere le più spinose questioni di economia e politica degli Stati. Il gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale ne sono fra i massimi esponenti.

Ci troviamo di fronte alla 67esima crisi di governo in Italia in 75 anni di Repubblica.

Non so a voi. Ma personalmente tutto questo arpeggio e la situazione attuale manovrata da gruppi extra parlamentari e statali mi da molto da pensare.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato lo scioglimento delle Camere e le conseguenti elezioni anticipate, che si terranno il 25 settembre 2022 (questa é ormai la cronaca di un passato recente e vergognoso) per la cui decisione non esistono scusanti.

Ma il punto é capire se gli attori di questa brutta vicenda abbiano agito per loro conto oppure in qualche modo qualcuno dall’esterna ha predisposto tutta l’operazione?

Le elezioni politiche 2022 -per la prima volta nella storia repubblicana italiana- si svolgeranno in autunno, per cui i partiti avranno poco tempo per prepararsi al voto.

E figuriamoci le opposizioni o i gruppi del dissenso, sicuramente spiazzati e impreparati da questa fulminea decisione di andare al voto in meno di due mesi; Perché? Sarà un’altra questione da segreto di Stato?.

La campagna elettorale estiva si presenta breve e tutta in salita, con le macchine elettorali dei partiti che devono rimettersi in moto velocemente e per organizzare i partiti del dissenso.

Tutto studiato al tavolo dei grandi per impedire che la voce del popolo si ampliasse ancora di più e acquisisse quel potere sufficiente a scalzare il sistema.

Dopo oltre due anni di pandemia, lo scoppio della guerra in Ucraina, l’inflazione, l’aumento dei prezzi e dei tassi d’interesse secondo alcuni analisti ci sono alcuni motivi particolari per cui, oggi, gli italiani votano per un partito? E quali sono i temi che attirano maggiormente gli elettori?

Ci sono almeno sette temi principali che spingono il corpo elettorale nel suo complesso a scegliere un partito rispetto a un altro:

1 In primo luogo, si posiziona la capacità di un partito di essere attento ai problemi reali delle persone (23%);

2 A seguire, subito dopo, il voto di appartenenza (il 22% vota un partito perché ne condivide le idee);

3 A seguire il livello di onestà di una forza politica (21%);

4 La fiducia che riesce a ispirare il partito e il suo leader (19%);

5 Il programma e le scelte politiche che propone per il futuro del Paese (18%);

6 La capacità e la responsabilità nel governare il Paese (17%);

7 Infine la propensione a fare gli interessi di tutti (16%).

Questo sembrerebbe un quadro particolarmente interessante ma desolante per l’intelligenza media del popolo italiano.

Se analizziamo con attenzione questi 7 punti dobbiamo affermare:

1 In 75 anni di questa Repubblica non riesco a focalizzare un partito che sia stato mai attento ai problemi reali delle persone ed in particolare in questi ultimi, almeno, sei anni;

2 Questo ci sta perché alcuni, non capisco come facciano, si immedesimano e si sentono parte integrante di quel gruppo ed anche se ricevono delle delusioni vanno sempre avanti per la loro strada; Questo é il così detto “ZOCCOLO DURO” difficile da scalzare “vanno avanti a testa bassa come i muli da soma”;

3 Questa analisi mi fa sorridere perché con tutti gli scandali che si susseguono in continuo mi dovreste spiegare con quale metro misurate il “livello di onestà”?;

4 Visto che la politica si é trasformata in “leaderismo” qui vince chi la spara più grossa. Ma credetemi, oggi é dura, dopo tutte le menzogne sparate in faccia agli italiani continuare a mentire. Allora entra in campo un’altro fattore “la faccia tosta” e qui qualcuno vince;

5 Il programma non lo legge quasi mai nessuno, anche perché sono sempre le stesse cose che si ripetono di volta in volta progresso, sviluppo, lavoro, tasse ecc ma non cambia mai nulla;

6 Abbiamo chiuso da anni; Dal 1993 con gli “STATISTI” oggi ci sono solo arruffoni e incapaci e questo é il motivo per cui si rivolgono ai “tecnici” di turno tipo Monti, Conte e Draghi… Quale sarà il prossimo?;

7 Questa va proprio cancellata perché in un solo modo si può fare l’interesse di tutti; Con la revisione della Costituzione ad esempio eliminando al comma 2 dell’Art. 1 “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” e rendere il popolo realmente sovrano. Rimodellando tutta la parte della “DEMOCRAZIA DIRETTA” con solo due semplici strumenti “referendum deliberativi senza quorum e senza raccolta di firme” e “referendum propositivi deliberativi a sovranità popolare sempre senza quorum e senza firme”; Il popolo controllore del fare politico e amministrativo per fare gli interessi di tutti. E per finire inserire il “QUORUM” in tutte le consultazioni elettorali, almeno il 60%+1 degli aventi diritto.

Queste elezioni del prossimo 25 settembre sono transitorie e a mio giudizio riservano delle sorprese; Staremo a vedere.

Unica incognita l’astensionismo che se supera il 60% dovrebbe fare scattare l’intervento della “corte costituzionale” sulla validità delle consultazioni per dare un potere giuridico-costituzionale a chi si astiene perché così facendo non fa altro che dire “QUESTI NON SONO GRADITI” ma purtroppo se ti astieni continui a sognare di cambiare tutto; Mentre per cambiare realmente tutto devi decidere come schierarti se per te, i tuoi figli, nipoti e future generazioni o per il potere dei soliti noti.

Buon espressione di voto.

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.