Fibromialgia, la sindrome dalle 100 malattie
(Prima Punta)
Come vivono le persone affette da questo disturbo?
Stanchezza cronica, difficoltà ad addormentarsi, sentirsi affaticati già al risveglio dopo aver dormito anche svariate ore solo per colpa dei frequenti risvegli, dolori muscolo-scheletrici.

Alcuni muscoli si contraggono con spasmi si cerca il sollievo con massaggi leggeri ma anziché essere piacevoli sono un tormento.
Inizialmente interessano una parte del corpo, la rigidità dei muscoli compare in modo graduale aggravandosi poi col tempo, il dolore si diffonde al resto del corpo.
Le donne sono fra le più colpite da questo disturbo già in giovane età (25-50), le cause dell’insorgere di questa “patologia” non sono note ma forse dipendono da fattori genetici, neuro chimici o ormonali, di fatto, attualmente non esiste una prevenzione né una cura che debelli la “fibromialgia”.

Dopo aver escluso la presenza di malattie importanti ed essersi sottoposti ad accertamenti per valutare la situazione a livello immunitario, il medico che diagnostica il disturbo fibromialgico, propone un trattamento che migliori lo stato di salute. Vengono prescritti analgesici, antidepressivi, l’invito a seguire uno stile di vita con tecniche di rilassamento e contro lo stress, talvolta seguire un percorso psicologico.
Purtroppo di fibromialgia non si guarisce e fortunatamente di fibromialgia non si muore, il sole aiuta maggiormente i sofferenti perché il calore aiuta a ridurre la tensione muscolare e la rigidità quindi viva l’estate.
Un toccasana è fare attività sportiva giornaliera mentre la difficoltà maggiore per un fibromialgico è dover dire addio a tanti gustosi cibi che bisogna evitare per diminuire l’infiammazione dei tessuti.
Sembrerà strano come in questa lista si parli di peperoni, patate, melanzane, i legumi e poi ancora niente zucchero, via il latte e quello di soia, niente yogurt, formaggi freschi e proibiti tutti i cereali.
Questa lista è il consiglio dato da uno specialista per star forse meglio oltre ai farmaci sopra citati ma cosa ne pensa il nostro ministero della salute di questa patologia? Ebbene sì, in Italia ne soffrono oltre due milioni di persone è stata dichiarata una malattia neurologica e riconosciuta malattia invalidante dall’organizzazione mondiale della Sanità (OMS), al contrario in Italia ancora un nulla di fatto ad eccezione di alcune regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Sardegna che hanno approvato delle leggi per aiutare chi ne soffre con l’esenzione della spesa sanitaria. l’Italia ancora una volta è divisa, non sarebbe opportuno uniformare ed assicurare il trattamento a livello nazionale?

