Fibromialgia la sindrome dalle 100 malattie. Il calvario di Anna

Fibromialgia la sindrome dalle 100 malattie. Il calvario di Anna

(seconda puntata)

Agosto 2020: avevo appena compiuto 50 anni. Una  mattina, mi alzai dal letto, stavo per cadere! Non mi sentivo più le gambe. Pensai che fosse un malessere momentaneo mi accorsi  però che dalla vita in giù non avvertivo più nulla, come se mi fosse stata fatta una siringa epidurale. Camminavo sulla sabbia bollente, sotto gli occhi increduli degli amici senza   avvertire alcunché sotto i piedi. Cominciai veramente a preoccuparmi: mi sentivo vacillare, non sentivo il terreno sotto i piedi e avevo gli arti inferiori “addormentati”. Mi rivolsi al mio medico di base,  ma non ne capí molto. Cominciai a chiedere un po’ a qualche amica, passavo ore su google cercando di capire cosa potesse essere.. Era ferragosto: non si trovavano medici neanche a pagarli, come se le malattie ad agosto andassero in vacanza pure loro. Pensammo ad un’ernia del disco, ad una cattiva circolazione, io invece, sempre catastrofica, ad un tumore al cervello.

Cominciai a fare esami di laboratorio (analisi del sangue, risonanza magnetica, doppler agli arti inferiori, visita neurologica), non avevo niente! Però, il neurologo mi disse: “Signora, lei è piena di stress ed ansie”. In effetti, il mio papà stava agli sgoccioli e per me, vederlo morire dopo 12 anni di sofferenze e combattimento, era un dolore troppo grande. Poi, come mi era venuto, questo malessere svanì e, credetemi, forse era il male minore. Cominciai ad avvertire dolori ovunque: dal mignolo del piede all’ultimo dei capelli. Ero e sono un “fascio” di dolori, lancinanti come spilli che mi accompagnano dalla notte al giorno, dal giorno alla notte. Dolori alle ossa, alla carne, alla pelle. Quando mi sveglio penso: ci deve essere qualcuno che durante la notte mi picchia, perché non è possibile che ogni mattina,  ho un dolore nuovo. Questi dolori incessanti mi causano una sorta di male di vivere: mi sento nervosa, agitata, impedita nelle solite faccende. Trovo difficoltà a vestirmi perché mi fanno le braccia, mi stanco subito.

Mi ha modificato anche il carattere: non sono più la persona solare e sorridente ma sono diventata tesa e rigida come lo sono i miei muscoli. Io che ho sempre avuto una parlantina esagerata, spesso dimentico anche i vocaboli più semplici e biascico le parole. Ovviamente mi sono rivolta a vari medici perché in tutto ciò, gli esami erano sempre buoni. E allora, perché avevo tutti questi dolori? Non ero una malata immaginaria! Io, i dolori, li avevo per davvero!

Finalmente andai da una reumatologa giovane: mi toccò in alcuni punti strategici e mi guardò sorridendo: “ho capito cos’hai: hai la fibromialgia”.

Mi diede una cura composta da antidepressivi e mi consigliò di fare ginnastica dolce, agopuntura yoga. Non ho fatto nulla di tutto questo: gli antidepressivi mi fanno paura e in quel periodo non avevo il tempo di andare in palestra. Andai da un altro reumatologo che mi prescrisse la cannabis farmacologica il suo effetto mi faceva sentire troppo frastornata e dopo che stavo per schiantarmi in un muro con l’ auto, sospesi la cura.

Così mi sono rassegnata a convivere con la mia nemica.

Purtroppo non è ancora riconosciuta dal sistema sanitario come malattia invalidante e quindi la maggior parte delle cure è a carico del paziente. Tempo fa sul web, ho trovato l’Immagine di una scultura di Edgar Askalovic che rappresenta perfettamente il mio stato fisico: da 2 anni, mi sento intrappolata in un masso di costanti dolori. Pur facendo sforzi per liberarmi (prendo compresse miorilassanti che mi permettono almeno di dormire la notte, cerco di essere più rilassata e di arrabbiarmi di meno), a oggi, e come me tante altre persone, non ho trovato sollievo di alcun genere.

Mi aggrappo alla speranza di sentirmi dire da un medico: “Ecco la terapia giusta per il suo caso”. Sono Anna Castagna, ho 52 anni e soffro di fibromialgia.

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Redazione

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