La quiete dopo la tempesta. L’isola fa la conta dei danni (video)
Sono bastati due giorni di pioggia per scoprire come l’isola d’Ischia è vittima della politica sbagliata. Allagamenti, strade dissestate, parracine crollate, piccoli smottamenti e asfaltato eroso dalla pioggia.
Forio è tra i comuni più colpiti, non per la pioggia ma perché i lavori per contenere le acque pluviali non sono serviti praticamente a nulla. Via Casale allagata come via Funno, via Chiena, alla Chiaia, giù Citara. In ogni dove buche profonde sul manto stradale sconquassato hanno portato alla luce decenni e distese di asfalto una sopra l’altra e gli antichi basoli che coprivano le strade. Per non parlare di condotte e tombini esplosi.
Stessa sorte è toccata a Barano nella Piazza Mar del Plata, i tombini intasati hanno creato un lago. Il sindaco Gaudioso ha dato ordine di ripristinare lo stato dei luoghi quasi immediatamente. A Lacco Ameno, invece, sul corso principale, ha rivisto galleggiare la famosa canoa tra le auto a mollo. In tutti questi anni sono stati spesi decine di milioni di euro per evitare ciò che invece è accaduto in questi ultimi giorni di pioggia.
La realtà è che con i proclami non si rimettono a posto le cose, ci vogliono i fatti quelli veri e non le dichiarazioni da campagna elettorale.

