Lettera di risposta da parte dell’“ACCEL” isola d’Ischia sulla presunta “strage di rapaci”

Lettera di risposta da parte dell’“ACCEL” isola d’Ischia sulla presunta “strage di rapaci”

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

tenuto conto dell’equilibrio e dell’oggettività della informazione che La contraddistingue, mi consenta una breve replica a quanto da Lei pubblicato in data odierna sul suo quotidiano on-line Ischia Press dal titolo “STRAGE DI RAPACI SULL’ISOLA D’ISCHIA”.

Nonostante l’articolo non sia firmato da alcuno, sebbene si faccia generico richiamo alla Protezioni Animali, mi corre l’obbligo precisare dettagli ed aspetti della vicenda in maniera obiettiva alla luce degli accadimenti dei fatti.

Come noto, l’ACCEL (acronimo di Associazione club Cacciatori etica libera), che ad oggi rappresenta oltre 250 cacciatori isolani, da ormai un anno continua nell’opera di sensibilizzazione verso la tutela ambientale, operando all’interno di un contesto nel quale il cacciatore riveste un ruolo fondamentale. Come a Lei noto, ogni nuovo tesserato sottoscrive un codice etico e comportamentale nel quale la tutela dell’ambiente ed il rispetto dell’animale abbattuto, costituiscono i capisaldi dell’esercizio venatorio. 

Ciò posto, ogni qual volta vengono poste in essere attività che contrastano con detti valori, i primi ad essere dispiaciuti siamo noi, rappresentanti associativi, consapevoli che tali eventi minano la nostra credibilità, la credibilità di una intera categoria, caratterizzata in larga misura da veri appassionati e primi garanti dei beni ambientali e naturalistici.

Doverosa detta premessa, altrettanto dispiacere provoca leggere nell’ articolo da Lei pubblicato, attacchi futili e pregiudizievoli, non sorretti da alcuno fondamento e contrastante con la verità dei fatti.

Non risulta ad alcuno che in una sola settimana sarebbero stati rinvenuti 4 rapaci, asseritamente colpiti da un’arma da fuoco, ad eccezione di quanto avvenuto nella giornata di domenica scorsa, 30 ottobre, allorquando un nostro associato rinveniva un gheppio ferito in località Santa Maria al Monte; contattati i rappresentanti dell’ENPAM, gli stessi riferivano che non potevano assisterlo perché di domenica.

Provvedevamo pertanto a contattare la volontaria Raffaella Scotti, da sempre presente sulle tematiche a tutela degli animali e non solo, la quale prontamente mostrava piena disponibilità, fornendo ogni assistenza al rapace, che presentava un’ala apparentemente fratturata, senza alcun segno di sparo.

Le segnalo che noi cacciatori assistiamo a numerosi casi di attacchi che i rapaci subiscono dai gabbiani, sempre più addentrati sul territorio e presenti sempre più in maniera massiccia i quali, posti all’apice della piramide ecologica alimentare si avventano su rapaci indifesi.

Nonostante ciò, diversamente dal quadro descritto dagli animal-ambientalisti, che rappresenta Ischia come una trincea di guerra, sono sempre più numerose e varie le colonie di rapaci che scelgono il territorio isolano, non ultimo il Falco sacro, avvistato lo scorso 22 ottobre sulle coste isolane, a dimostrazione delle condizioni favorevoli territoriali tali da consentire anche una breve sosta. 

Circa le frasi ingiuriose richiamate nell’articolo quali “bracconieri….privi di buon senso che pensano di poter continuare a fare ciò che gli pare”, oppure “la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui si tratta gli animali e voi devo dire che ce la state mettendo tutta per dimostrare quanto bestie siete”,  ebbene evidentemente occorre ricordare agli articolisti anonimi che la pratica venatoria è severamente regolata dalla legge e che il relativo prelevamento è subordinato al pagamento di tasse esose destinate proprio alla tutela ambientale.

Invito pertanto questi animalisti a macchia di leopardo, che si ricordano di essere tali solo nel mese di ottobre e novembre, ad andare oltre  futili pregiudizi, cercando di confrontarsi con la categoria, rappresentata in larga misura da persone illibate che esercitano legittimamente una passioni arcaica quanto ancestrale, nel pieno rispetto delle numerosi disposizioni che la regolano.

Solo attraverso proficui incontri e confronti, nel pieno rispetto delle altrui convinzioni  e solo conoscendo appieno le motivazioni che spingono un cacciatore a praticare una passione, il più delle volte tramandata di generazioni, possiamo affermare di essere un popolo civile e non bestie.

Con la speranza che nessun altra specie protetta possa essere minimamente danneggiata, La ringrazio per la disponibilità concessa.

Avv. Salvatore Serpico

Presidente Associazione Club Cacciatori Etica Libera

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Redazione

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