CONVENEVOLI. Avete presente due persone, amici o parenti che si incontrano dopo tanto tempo?
Magari non sanno nulla l’uno dell’altro e allora iniziano i convenevoli come stai? E la famiglia e via così senza sapere cosa dire.
Avviene così che il 27 maggio 2023 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si reca a Barbiana un paesino del Mugello per commemorare i cento anni di Don Luigi Milani.
VEDIAMO DI CONOSCERLO QUESTO DON MILANI
Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti; Questo il suo nome completo.
Viene da una benestante famiglia ebrea fiorentina che non ha mai accettato la sua conversione al cristianesimo.
Il 13 luglio 1947 viene ordinato sacerdote e da quel giorno inizia la sua lotta per la scuola che a suo dire deve essere di tutti e non di pochi.
Viene nominato cappellano nella parrocchia di S. Donato a Calenzano, alle porte di Firenze.
Qui si trova ad operare, insieme al vecchio parroco Daniele Pugi, in una realtà rurale arretratissima: i suoi parrocchiani sono braccianti, pastori ed operai, perlopiù analfabeti.
Don Milani si illumina e convince che sia dovere della Chiesa occuparsi dell’istruzione dei suoi fedeli, soprattutto dei più deboli.
Queste sue idee lo rendono inviso ai superiori ecclesiastici che cercano di zittire il suo pensiero rivoluzionario mandandolo a fare il parroco in un paesino del Mugello; Appunto Barbiana.
È un uomo scomodo, esigente, provocatore e, per questo suo carattere, viene isolato e nominato priore di Barbiana, un piccolo paesino sui monti del Mugello: 124 abitanti in tutto, una chiesa, una canonica, un cimitero e una manciata di case sparse sui monti. Un angolo sperduto molto lontano dall’Italia del boom economico.
Appena arrivato Don Milani: costruisce dal nulla e nel nulla la sua scuola popolare per giovani operai e contadini acquista un posto nel piccolo cimitero di montagna. È proprio a Barbiana che Don Milani fa la sua esperienza più forte.
Per vari motivi emarginati dalla istituzione scolastica ufficiale.
Si preoccupa di aiutarli a liberare la loro dignità e la loro cultura attraverso la parola per essere meglio in grado di affrontare le difficoltà della vita.
Ed é proprio qui che Don Milani risplendente di luce propria incorona il nuovo santo di Barbiana “IL SANTO SCOLARO”.
Il suo libro “LETTERA AD UNA PROFESSORESSA” scritto con i suoi solari, viene accolto gelidamente.
In quel frangente solo Pier Paolo Pasolini, dopo la morte di Don Milani, ne apprezza la potenzialità e la forza dirompente per un 1968 che porti ad una nuova scuola che sia di tutti.
ERA IL 26 GIUGNO DEL 1967
All’età di soli 44 anni Don Milani muore a causa di una grave malattia, il morbo di Hodgkin, di cui soffre da anni.
Come aveva chiesto nel suo testamento viene seppellito nel piccolo cimitero di Barbiana con i paramenti sacri e le scarpe da montanaro.
Ma vi é altro nel suo testamento:
Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho la speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto. E si firma “Lorenzo”
IL RICONOSCIMENTO DELLA CHIESA
Papa Francesco il 20 giugno 2017 prega sulla tomba di Lorenzo Milani perseguitato dalle gerarchie del novecento.
Ed é la volta delle istituzioni laiche in occasione della commemorazione dei cento anni dalla nascita.
Il Presidente Mattarella fa sue le parole ed il pensiero di Don Milani e riafferma, come fece il prete, che la scuola é di tutti e non di una piccola élite.
DOMANDA SPONTANEA E NON RETORICA
Se la scuola é di tutti, se nessuno deve essere escluso:
Allora qualcuno ci spiegherà perché sempre più facoltà sono e restano blindate a numero chiuso?
Qualcuno ci dirà perché non si mettono in atto politiche di inclusione scolastica?
Qualcuno potrà spiegarci perché non si sostiene il povero nello studio?
E sempre qualcuno dovrà chiarire, sull’altare della storia, il perché va sempre avanti una classe mentre vengono sempre più emarginati i non ambienti e i poveri?
Forse l’insegnamento di “Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti” non é servito molto!

