Ischia vuota, Forio ieri la festa breve e l’illusione della serata

Ischia vuota, Forio ieri la festa breve e l’illusione della serata

SVEGLIA, c’è una grande opportunità da cogliere. Facciamolo insieme.

Era da tempo che non venivo a trovarti, Epomeo, ti ho trovato più verdeggiante del solito e con molti più fiori, una nebbia fumosa ha reso ancor più magico il nostro saluto, la prossima volta ritornerò con più tempo e dormiremo insieme come facevamo ai vecchi tempi, accenderemo un fuoco e bevendo, mangiando, ci racconteremo ancora vecchie storie, magari con noi qualche vecchio amico fidato, ti ho trovato cambiato Epomè ma bene, diverso, tutto da riscoprire. Vedremo.

Non posso dire lo stesso del resto della “mia isola” e di Forio comune al quale appartengo, troppi sono le voci che si lamentano del poco lavoro e delle condizioni ischitane del lavoro sia dei titolari che dei dipendenti, miopia amministrativa, isolazionismo imprenditoriale e approssimazione lavorativa non possono essere più il futuro, #ischia ha bisogno di una strategia di insieme con la terra ferma, avrei delle idee in merito e come sempre le mie idee troveranno molti scontenti.

Ma chi se ne fotte.

Prima cosa, sento dire da molti che Ischia risente del boom turistico di Napoli, errore. Se fosse così perché Capri, Procida, Pompei, Costiera, Sorrento eccetera stanno letteralmente volando? Tutta la Campania vola, credetemi il problema di Ischia non è Napoli ma la mancanza di identità, che Ischia avrebbe ma purtroppo è stata appiattita, ad Ischia si mangiava si beveva e si fischiava, oggi si mangia anche bene, si beve bene, ma non si fischia più.

Fischiare? Ad Ischia il vero problema è che ci si annoia in modo mortale, ieri a Forio il giovedì foriano, chiuso all’una con le sirene delle forze dell’ordine che incolpevolmente spengono tragicamente uno dei pochi tentativi ricreativi.

Credete che l’isola abbia riserve di petrolio? L’unica vera fonte di guadagno è il turismo, il turista a Procida va per la cultura, a Capri per spararsi le pose, ad Ischia venivano perché è bella ma soprattutto era festaiola, faceva vivere emozioni forti, senza guardare ad Ibiza o la Grecia.

Ischia aveva la sua identità, romantica, genuina, selvaggia, affascinante, ed oggi questa strada si è smarrita, si è abbandonato il profilo antico della “Pagliarella” e della “Pergola”, la “Tavernetta” e il ristorante, il tramonto tra la natura, il profilo oggi è di uno stilyng di una qualunque periferia cittadina.

Forio con i lavori nuovi sembra il centro direzionale, perdendo il suo fascino primordiale, i parchi termali vengono utilizzati come fossero il lido di «peppe il pirito», alle 18:00 passano i bagnini che ti spiegano che i tramonti non si possono vedere perché devono chiudere, se ci fosse una classe dirigente intelligente obbligherebbe i parchi termali a fare un lavoro serale ed invernale, a Forio hanno fatto chiudere il bagno Teresa, perché?

Perché funzionava, e quindi chiusa. Il bagno Teresa portava una Napoli giovanile e bella, faceva importanti collaborazioni con realtà funzionanti in una ottima Napoli, poi sui giornali isolani ogni anno si parla di «Mao Mao», i napoletani perbene amici miei sono due anni che non vengono più perché si sentono offesi da questi pochi idioti che offendono i napoletani buoni, però mentre i napoletani perbene vengono cacciati o messi in condizione di non tornare, le munnezze invece a quelle sistematicamente gli si stende tappeto rosso.

Non esiste più il turismo di un mese, oggi il turista in una settimana vuole vedere tutta la Campania ed il destino vincente di Ischia è quella di sfruttare le proprie bellezze locali fondendosi nella macro area della città di Napoli.

Ischia potrebbe sopperire alla mancanza di strutture alberghiere napoletana, una città d’arte fortissima in questo momento ad un’ora di aliscafo scassato, magari imporre alle compagnie transfert notturni e che raggiungano ogni meta del golfo in mezz’ora, oltre a sviluppare la propria vocazione naturale di isola divertente e di forti emozioni.

Siamo ancora in tempo, ci sono dieci anni cruciali per chiudere questa grande operazione macro-area con il litorale flegreo e la città di Napoli. Mi illudo ancora, spero che non succeda che anche questo mio appello cadrà nel vuoto.

Io ho dato e voglio dare tutto per il mio territorio, eppure, non vengo mai messo in condizione ad Ischia di incidere su nulla. Amo, questa terra come la mia vita, il futuro è con Napoli, insieme vinciamo tutti.

AMEN

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!