TRATTO DA “ISCHIA, ARCHEOLOGIA E STORIA”: CAVAGRADO

TRATTO DA “ISCHIA, ARCHEOLOGIA E STORIA”: CAVAGRADO

Tratto da “Ischia, archeologia e storia” di Don Pietro Monti, pp.684 e seguenti

Prima della Sant’Angelo medievale, religiosa e guerriera, ai tempi in cui non esistevano viottoli, e l’erta delle coste era meno faticosa per la presenza di scoscese spiagge ormai scomparse, sul piano di Cavagrado trovò spazio un insediamento d’età greca: anzi, quegli antichi colonizzatori, si fusero con gente indigena dell’età del ferro. Difatti, presso il vallone di Cavagrado, sotto un banco alluvionale, alto m.4, si nota uno strato di materiale archeologico.

Quivi è stata raccolta la ceramica tardo-geometrica, quella finissima delle coppe ioniche verniciata in nero, del sec. VIII a.C., e cocci di vasi nel tardo corinzio: frammenti di pithos, di anfore vinarie, di vasi dipinti a fasce ondulate o orizzontali di colore marrone, viola, rosso, nero (fig. 179 a-b).

Si trovano frammenti di pàtere, di coppe decorate all’interno e all’esterno con motivi geometrici, di tegami, di padelle, misti a residui di carboni, ossa di rifiuti; qualche tegolo dipinto a fasce nere richiama la presenza di elementi templari del VI sec. a.C. In maggioranza si tratta di vasellame proveniente da Pithekoussai, ma vi sono anche frammenti di vasi grezzi che, dall’esame dell’impasto e dall’argilla molto granulosa, richiamano una lavorazione di fabbrica locale, sita forse presso Cavagrado, oppure si tratta di materiale importato dal mondo orientale (fig.180).

I coloni greci misero l’occhio su questo piccolo altopiano, limitato da una depressione fluviale, perché sulla marina vi era un facile punto di approdo, “Lo Grado” ed una sorgente di acqua termale. Il villaggio greco vi si stanziò verso l’ultimo decennio dell’VIII sec. a.C. Purtroppo esso ebbe breve durata, come quello di Mazzola in Lacco Ameno, dovuta a fattori naturali come una colata di materiale alluvionale.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.