È L’ORA CHE I LAVORATORI DEL TURISMO VENGANO TRATTATI COME RISORSE O NO?

È L’ORA CHE I LAVORATORI DEL TURISMO VENGANO TRATTATI COME RISORSE O NO?

Ieri nel “Caffè Scorretto” di Graziano Petrucci, pubblicato sul Quotidiano IL GOLFO e sulla pagina facebook della rubrica, abbiamo letto un articolo molto interessante su di una esperienza molto negativa ad un colloquio di lavoro presso una delle tante strutture alberghiere di Forio.

Purtroppo questa pratica di sfruttamento delle risorse lavorative è adottata da molti datori di lavoro in giro per l’isola, facendo salva la professionalità e la correttezza di qualcuno. Purtroppo non è ancora in disuso il comportamento secondo la quale il dipendente è solo un peso, un costo per l’azienda, non invece una risorsa importante per incrementare il proprio stato di “ricchezza”. Una persona qualche settimana fa andò ad un colloquio per “Portiere di notte”.

Parlando con il titolare, il candidato scopre un ruolo che non ha nulla a che vedere con la portineria: “Inizio lavoro ore 18:30, andare nella sala ristorante a prendere le comande e servire ai tavoli, sparecchiare e pulire la sala. Servizio clienti al bar fino alle 24. Pulizia piscine, controllo del pH e aggiungere cloro anche nei filtri (dovrebbe farlo una figura specializza). Lavaggio dei vetri della hall e del ristorante, dentro e fuori, spazzamento della sala. Rispondere, esaudire e recapitare nelle stanze le richieste dei clienti. Pulizia del bar della piscina, carico di tutte le bevande. Infornare i cornetti e nel frattempo pulire il bar adiacente alla sala ristorante, carico di tutto ciò che serve. Accendere la macchina del caffè e correre per sfornare i cornetti. Fatto ciò, preparare la tavola per il buffet della colazione, prendere le comande dei clienti, sparecchiare e pulire. Fine del turno, 08:30 del mattino successivo”. Totale 14 ore di servizio.

Il lavoratore, basito, fa la domanda che tutti vorrebbero sapere e cioè a quanto ammonterebbe lo stipendio. A tale richiesta il datore di lavoro risponde che si deve calcolare in base ai venti giorni di prova e solo allo scadere avrebbe saputo. Il candidato saluta e chiama un suo amico che gli racconta un’esperienza simile proprio presso quella struttura e lo esorta a non andarci perché “il proprietario adotta questa pratica di reclutamento ogni 20 giorni, concedendo la prova alla cui scadenza li manda via”. La storia è simile ad altre purtroppo.

La parte più brutta è che i sindacati tacciono, che le associazioni di categoria restano in silenzio pur sapendo che questa è una prassi molto diffusa. E la politica? Gli assessori al lavoro e i Sindaci che cosa dicono? Il mondo intellettuale isolano, poi, che cosa pensa? Al momento nessun segnale, nessuna dichiarazione. Per questo motivo, noi di Ischia Press, vogliamo istituire un numero whatsapp insieme a una mail dove i lavoratori, in TOTALE ANONIMATO, possono lasciare messaggi raccontando la propria storia di diritti negati o buste paga o contratti fittizi da parte di quei datori di lavoro ormai abituati a spremere l’isola e le persone- ospiti compresi a questo punto – come limoni. Nel tentativo di dare così un fermo, parziale o definitivo, allo sfruttamento di stagionali e annuali in qualsiasi settore.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società