“OMBRE” L’ULTIMA OPERA LETTERARIA DI UMBERTO LUCIO AMORE, GIOVEDÌ 24 LA PRESENTAZIONE A FORIO
Giovedì 24 agosto alle ore 21:15 a piazza San Gaetano a Forio, ci sarà la presentazione dell’ultima opera letteraria di Umberto Lucio Amore. Di origini lombarde ha conosciuto Forio trent’anni fa e da allora che ha creato un legame profondo con questa isola.
La sua vita è una poesia, vive su di una barca per scelta, il contatto con il mare, il suo dolce cullare, la sua profonda esperienza di pescatore a traina l’ha portato a vincere titoli nazionali di rilievo. Umberto è un docente in sommellerie tant’è che organizza corsi in tutta Italia.
La prefazione di Andrea Esposito, altro scrittore foriano:
“Scrivere oggi è un atto eroico e un atto d’amore già in sé stesso, per il solo fatto di essere compiuto, adesso, nel mondo d’oggi che ci lascia graffi profondi nell’ anima e cicatrici evidenti sul cammino della nostra vita. Scrivere di sentimenti e sensazioni, che sia poesia o prosa, oggi lo è ancora di più. Ecco perché la profondità espressiva con la quale l’autore ci comunica le proprie emozioni ci commuove, ma non soltanto. Ci fa fremere quando lo leggiamo, ci lascia qualcosa: il compito principe, forse l’unico, dello scrittore è in fin dei conti proprio questo, lasciarci qualcosa dentro. Pessoa ci dice che l’unica prefazione possibile ad un libro sia «la mente e l’animo di chi lo inizia a leggere».
Siamo concordi con il poeta poiché conosciamo il percorso intellettuale e letterario dell’autore. Mai contraddittorio e ambiguo, licenza che spesso si prende chi condivide emozioni per ottenere facile fascinazione su chi lo legge. L’autore oscilla sempre tra istinto e ragione, dolore per il continuo anelito alla realizzazione delle sue aspirazioni e lacerazione tra le sue idealità, rappresentate dal mondo come vorrebbe che fosse, e alcune quotidiane e brutali violenze, non solo fisiche ma anche e soprattutto istintuali, intellettive, una dicotomia che tanto tempo fa sarebbe stata definita l’eterno scontro tra la dimensione divina e quella umana. L’autore scrive molto più che «belle parole”» come oggi imporrebbe il marketing editoriale. Egli si spoglia davanti a noi delle sue corazze, delle sue armature, non ci commuove la sua fragilità.
Anzi il contrario, ci commuove il coraggio che ha di raccontare e raccontarsi nei suoi componimenti, aprirsi in toto, farci sentire cosa prova verso una persona, verso la natura, verso tutto ciò che crea amore. La grande solitudine che accompagna il singolo, oggi, nella massificazione del quotidiano spinge l’autore a comunicarci la sua lotta, il suo bisogno di cercare qualcosa di più profondo ed autentico. Ci riesce, non senza sacrificio, arrivando alla massima profondità di se per ristabilire un’autentica comunicazione con le cose e con i simili. È questa la poesia, è questo il ruolo odierno che merita, strumento di ricerca di noi stessi e degli altri.
Andrea Esposito

