LA POSIDONIA DEVE ESSERE SALVAGUARDATA, NELLA BAIA DI CARTAROMANA STA SCOMPARENDO DAI FONDALI

LA POSIDONIA DEVE ESSERE SALVAGUARDATA, NELLA BAIA DI CARTAROMANA STA SCOMPARENDO DAI FONDALI

Valerio Mazzella

L’ancoraggio ossessivo compulsivo delle barche da diporto ha cambiato i connotati di alcuni fondali dell’isola d’Ischia, tra cui questo. Dove c’era una florida foresta di piante marine domani resterà poco più di un pugno di sabbia.

L’immagine è stata presa da un post promozionale dell’Isola d’Ischia. Personalmente oltre che la bellezza dei luoghi a me mostra il troiaio che abbiamo lasciato sott’acqua per un pugno di spiccioli che nella quasi totalità dei casi non incrementa il benessere dei miei concittadini, ma ingrassa le tasche di gente senza scrupoli, che non ha niente a che vedere con noi.

Uno dei motivi che crea disagio sull’Isola (facendo mancare la sabbia sulle spiagge) è la distruzione di queste piante marine. Poi si vuole correre ai ripari con i ripascimenti, metodica poco intelligente e poco funzionale. Non serve essere scienziati per trovare la soluzione al problema, peraltro già discussa e ri-discussa milioni di volte. Semplicemente non si vuole risolvere, perché “amm semp fatt accussì“, tipica mentalità di coloro che non riconoscono il nome delle piante che incontrano andando verso casa (ma poi gli piace incassare migliaia di euro al giorno sfruttando il territorio).

La desertificazione del fondale è la dimostrazione che ancorarsi sulla posidonia risulta più semplice e in seconda battuta quando si tira l’ancora esiste una procedura in grado di evitare di strappare il fondale, ma i barcaioli della domenica non ne sono certamente a conoscenza.

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Redazione

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