L’ARTE COME STRUMENTO DI CAMBIAMENTO: INTERVISTA A FELICE MEO

L’ARTE COME STRUMENTO DI CAMBIAMENTO: INTERVISTA A FELICE MEO

Da oggi fino al 31 Agosto ai Giardini Ravino di Forio “Mal’akh”

Nel mondo dell’arte contemporanea, sono sempre di più gli artisti che avvertono la necessità di impegnarsi attivamente nel promuovere attraverso la propria arte la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature riprendendo una marcia a favore dell’ambiente.

Parlare oggi di sostenibilità non è più solo una questione legata alla natura e ai sempre più preoccupanti cambiamenti climatici, ma anche a temi come le disuguaglianze, il contrasto alle guerre, la qualità dell’istruzione, il consumo e la produzione più responsabile, la parità di genere e tanto altro ancora. Sostenibilità ambientale e sociale vanno quindi sempre più di pari passo. L’isola d’Ischia da anni, ha l’onore di presentare ancora una volta l’artista rivoluzionario per eccellenza.

Reduce di numerose mostre, vernissage, esposizioni sotto il cielo ischitano e all’interno di prestigiosi musei italiani, in questa intervista si relazionerà con i lettori esplicando la sua arte pura interiore senza conflitti, esibendo concettualmente a parole, le sfaccettature profonde delle sue creazioni.

Dal 16 giugno al 31 agosto le sue opere faranno parte del contesto artistico della mostra Mal’akh presso i Giardini Ravino.

Felice, oggi vogliamo far luce al rinnovo e all’opportunità di contribuire con la propria vocazione artistica, promuovendo la cultura della sostenibilità e far comprendere meglio il concetto di sviluppo sostenibile per diffondere i valori del recupero, del riciclo e del riuso.

Secondo te questo è l’inizio di un’arte più coinvolgente sotto il profilo emotivo?

Sappiamo benissimo che oggi per salvaguardare il pianeta bisogna pensare e far comprendere che promuovendo una campagna di recupero e riciclo di materiali salvaguardiamo anche noi stessi.

Certamente per un artista tirar fuori un’ opera d’arte da un materiale proveniente da una discarica dove si pensa che il suo ciclo sia terminato, è sicuramente appagante dal punto di vista della sfera emozionale.

Sei stato protagonista indiscusso di varie iniziative culturali: tra le più importanti ricordiamo “Dante e gli artisti” a Firenze, “Visioni e passioni” presso il prestigioso Boutique Hotel Marina 10 a Casamicciola Terme, con l’intervento di Vittorio Sgarbi che ha letteralmente definito le tue opere seducenti e comunicative, per poi non dimenticare infine una sequela intensa di mostre e interviste meravigliose.

Ad oggi pensi che il tuo concetto di arte riciclata possa diventare simbolica per lo studio? Gli studenti hanno bisogno di scoprire una nuova tendenza culturale come la tua?

Il fatto che io sia stato prescelto per l’esposizione di alcune mie opere,  oltre ad essere motivo di orgoglio, mi ha acculturato e formato tanto; penso che per crescere in qualsiasi campo non bisogna mai sentirsi arrivati alla meta, ma credere di essere pronti a partire e non abbandonare mai la guardia della curiosità. Il concetto di arte riciclata sta prendendo piede, e’ diventato oggetto di studio nelle scuole e sono stato più volte contattato da alcuni dirigenti scolastici che delineano continuamente la mia arte come espressione del viver sano dando un senso al “potere rigenerativo della vita”.

I giovani si stanno avvicinando al tema del riuso e al riciclo creativo.

Lo spirito estetico e i motivi ideologici in un certo senso influenzano la tua arte?

Ho notato che molti giovani si avvicinano al riuso di materiali riciclati, e’ un segno positivo e credo che bisogna proiettarli sempre di più verso questa direzione e mettere a disposizione tutti i mezzi esistenti per poter generare una reale trasformazione utile per il futuro.

Arte per l’Africa è stato un convegno interessante per valorizzare l’integrazione culturale e artistica e creare una sinergia tra continenti. Pensi che il tuo contributo sia stato utile a definire un futuro più inclusivo?

Arte per l’Africa è un progetto interessante che vede il connubio tra arte e continenti, al fine di creare sviluppo e integrazione. La mia partecipazione e anche quella degli altri artisti ha sicuramente contribuito a gettare le basi di un progetto che possa in un futuro creare un ponte lineare che salvaguardi la popolazione.

Questo processo mi ha arricchito molto, ha reso più profonda l’intensità in cui ho plasmato le mie creazioni donando una sensibilità più palpabile per lo spettatore e colui che ammira l’opera.

Siamo tutti appassionati della tua arte e soprattutto del tuo modo di plasmare e concretizzare un prodotto finale che riesce ad entrare nelle anime. Raccontaci i tuoi nuovi progetti.

Sono Felice di nome e di fatto, avverto spesso l’amore trasmesso dagli amatori delle mie opere.

Il grande piacere è notare come tutti vogliono toccarle con mano, senza freni; questo gesto per me è tutto…anche se proibito. Voler sfiorare una mia opera per me e’ desiderare il contatto diretto con le mie emozioni per creare una relazione. L’avventura percettiva che sento dal pubblico, mi gratifica sempre di più; ad oggi l’elevata sensibilità, mi dà modo di ideare le sculture anche sulla linea della percettibilità estetica sensoriale.

Il prossimo progetto è proprio quello che esordirà oggi ai Giardini Ravino fino al 31 Agosto 2024.

Un percorso legato alla figura degli angeli che la Dottoressa Catuogno nelle vesti di Direttore artistico, insieme al dottor Vittorio Spampinato, esperto d’arte, presenterà in modo eccellente la mia personale alle ore 20:00.

Successivamente, il 13 Luglio, presso l’Hotel Corte degli Aragonesi, presenterò una mia personale a cui sono molto legato, intitolata “Il mare dentro” interamente dedicata alle figure marine.

Ischia ad oggi può vantarsi di numerosi artisti; sulla linea della sostenibilità ci sei tu grazie alla tua creatività consapevole che mette in primo piano l’aspetto emozionale della materia attraverso la cultura del riuso applicata all’idea.

In cosa ti senti diverso dagli altri? E quale immaginario artistico ti ha dato maggiori spunti?

Ischia si vanta di numerosi artisti che posseggono un talento straordinario. La fortuna di vivere su questa meravigliosa isola crea continuamente ispirazioni, ogni opera ha la sua intensità e personalità. Ognuno di noi ha una ricchezza dalla nascita, ossia di miscelare la vera essenza istintiva donata da una terra così suggestiva amalgamata alla vena artistica innata. 

Andando avanti nel tempo cresce sempre di più la mia consapevolezza ambientale e divento sempre più propenso nel proteggere il mio pianeta, sperando nel mio piccolo di sensibilizzare e diffondere maggiore cognizione contro lo spreco. La mia energia creativa spero serva per far circolare un messaggio positivo per l’umanità. Credo sia un’ottica che mira a dar vita ad una nuova dimensione. “Il materiale obsoleto a favore dell’ambiente”.

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.