ISCHIA. AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA IL FUTURO DEI “GENI RIBELLI”
Nell’affascinante Torre Guevara di Ischia, un progetto innovativo ha visto la luce, mettendo insieme filosofia e arte per creare una mostra unica e coinvolgente. “Geni ribelli”, il nome del progetto che è diventato a un tempo una personale dei ragazzi del Liceo Buchner e una tappa che vede gli alunni protagonisti del Festival Internazionale di Filosofia giunto alla sua X^ edizione.

Nato dalla collaborazione tra i ragazzi delle classi 3^ arti figurative e 3^ audiovisivo e multimediale del Liceo Artistico, con Christian Buono e Pietro Picardi della classe 4^ Arti figurative, e coadiuvati dalla professoressa Luisa Caccavale e Raffaele Mirelli, la mostra si propone di esplorare il concetto di ribellione. Non come atto di negazione ma come porta per aprire spazi verso gli altri, stimolando la creatività e la giovane particolarità di ragazzi e ragazze. La ribellione, in questo senso, si trasforma in atteggiamento positivo che permette di guardare al futuro con ottimismo e curiosità. La mostra si è composta di tre performance che hanno rappresentato tre movimenti e momenti diversi. La prima ha riprodotto un’aula lasciata a se stessa, simbolo dell’abbandono scolastico, in cui i ragazzi in modo suggestivo hanno rappresentato la “ribellione dalla scuola e dalle regole” ma per farvi ritorno con una più ampia ed estesa consapevolezza.

La seconda fase è stata rappresentata da un video che mandato in loop continuo, animato dello studente Matteo Mattera, perpetua il concetto di ribellione. La terza e ultima fase, invece, ha visto gli studenti ancora una volta protagonisti: i ragazzi intorno a una barca posta al centro della stanza dell’ultimo piano della Torre Guevara, simbolo di allontanamento dall’isola ma anche di ritorno, ne custodiscono la memoria. Una barca “contenitore” in grado di racchiudere gli aforismi che in 10 anni di attività hanno animato il Festival Internazionale di Filosofia. Il progetto si è terminato con la risultante delle tre fasi, rappresentata dall’issare un drappo – cucito dai genitori degli studenti – con un enorme punto interrogativo al centro, simbolo della curiosità e dell’incertezza del futuro, lungo tutta l’altezza della Torre Guevara. Il luogo, ogni luogo, simbolico e fisico, diviene crocevia d’incontro, in cui ognuno è messo in relazione con l’altro.
I ragazzi sono e rappresentano il punto interrogativo, ossia ciò che frequenteranno e vivranno dopo la scuola. La domanda rappresentativa che viene fuori dalla mostra personale è: come vedono i giovani il proprio futuro? Quali presupposti o segnali indicano loro che tipo di percorso intraprendere? La mostra “Geni ribelli” è un invito a riflettere sul futuro, sulla nostra capacità di guardare avanti e d’immaginare un mondo diverso. I ragazzi, con creatività ed energia dinamica, hanno creato un’opera unica, che ci interpella e chiede di riflettere sul nostro ruolo nella società.

La mostra non è solo un’esposizione d’arte, ma un’esperienza che tocca il cuore e ci fa sentire parte di un tutto più grande ed espanso. Il professor Giuseppe Marrazzo, insegnante di filosofia al Liceo Artistico, ha cooperato con i ragazzi nella loro creatività, aiutandoli a comprendere il concetto di ribellione e a esprimerlo attraverso l’arte. La sua presenza ha contribuito a rendere la mostra un’esperienza unica e coinvolgente. “Geni ribelli” è un esempio di arte e filosofia possano creare qualcosa di unico e coinvolgente di come un’opera artistica può farci sul futuro e sulla nostra capacità di guardare avanti. Un invito a tutti noi, insomma, a guardare il futuro con speranza e ottimismo e a credere nella possibilità di creare un mondo diverso e migliore.

