L’ISOLA CHE GALLEGGIA

L’ISOLA CHE GALLEGGIA

Tranquilli, non sto ipotizzando un fantascientifico distacco dell’isola dal fondo marino e neppure sto prefigurando un’ipotesi apocalittica che segue alla notizia della scoperta di una caldera sottomarina sconosciuta tra Ischia e Pozzuoli (tesi smontata dall’ottimo prof. Luongo). Più modestamente ho l’obiettivo di dimostrare che Ischia è lo specchio più veritiero di quello che l’ultimo Rapporto Censis ha rilevato sulle tendenze dell’Italia e degli italiani.

Che cosa dice tale Rapporto? Fotografa un’Italia in cui i redditi calano del 7% in 20 anni, in cui l’ascensore sociale non funziona più e, anzi, funziona – per i ceti medi – a senso unico in discesa, verso l’impoverimento. A seguito del quale, si finisce col trascurare perfino la salute, considerato che la sanità pubblica peggiora e spinge sempre più verso la sanità privata, per chi se lo può permettere. Rischia la retrocessione verso l’indigenza il 18,99% della popolazione italiana (in Europa il 16,2%). I prezzi degli alimentari salgono alle stelle o le industrie fanno finta di mantenerli bloccati mentre viene ridotta, in maniera subdola, la quantità di prodotto offerto nella confezione (e spesso non ce ne accorgiamo).

Ci si aspetterebbe una reazione sociale e invece niente! Dice il Rapporto: “All’ostilità verso il nuovo si affianca l’affievolimento della spinta verso il benessere; i patrimoni, tramandati di padre in figlio, si concentrano sempre di più in poche mani. I giovani, per quanto molto più preparati che in passato, stentano a trovare sbocchi lavorativi soddisfacenti. E così vanno via: dal 2013 al 2022, sono espatriati circa 252mila italiani tra i 25 e i 34 anno e, di questi, il 37,7% ha una laurea. La rarefazione dei servizi pubblici, l’allentamento della coesione sociale, la questione giovanile, l’insicurezza per guerre, epidemie, catastrofi naturali, deprime gli italiani. Come ebbe a scrivere, in un noto saggio, il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag, questa è l’epoca delle passioni tristi. Tutto questo si riverbera nella nostra isola e si amplifica per la natura stessa dell’isola che, conchiusa, rende il fenomeno sempre meno centrifugo e sempre più centripeto.

Ischia è l’epitome del galleggiamento, del tirare a campare, della passività, dell’inerzia sociale. Ogni spinta reattiva è assopita. Siamo al sonno della ragione e della passione. E questo spiega anche l’immobilismo politico amministrativo, l’inerzia imprenditoriale, la paura del nuovo e del cambiamento. C’è una via d’uscita? Sì, se riscopriamo un antico grande filosofo olandese, Baruch Spinoza che, per l’appunto, nel suo libro capolavoro “Ethica more geometrico” dice che, per essere uomini liberi e propositivi, il segreto non è sconfiggere gli impedimenti esterni bensì quelli interni. Dobbiamo sforzarci di vincere gli impedimenti interni, come la paura, l’ansia, l’ignoranza. A spingerci verso il galleggiamento e la neghittosità è la mancata consapevolezza di chi siamo e di cosa veramente vogliamo. La conoscenza è fondamentale.

Non dobbiamo affatto reprimere le nostre passioni e i nostri desideri ma capire quali essi siano. Dobbiamo mirare alla felicità non alla tristezza. Dobbiamo evadere dalle passioni tristi. Per finire, è mio cruccio, per l’età che avanza, andare alla ricerca di giovani che vogliano impegnarsi civilmente e politicamente per quest’isola (e non per il proprio tornaconto); ne trovo tanti che apprezzano il tentativo di sollecitarli ma pressoché nessuno che voglia esporsi e dare sfogo alle passioni interne. E l’isola, per adesso, continua a galleggiare, ma prima che affondi spero che scatti in molti giovani quella molla di autoconsapevolezza auspicata da Spinoza nel lontano 1600.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.