GRANDE SUCCESSO PER L’OMAGGIO AD ALDO PAGLIACCI A FORIO. LA MOSTRA APERTA FINO A FINE MESE

GRANDE SUCCESSO PER L’OMAGGIO AD ALDO PAGLIACCI A FORIO. LA MOSTRA APERTA FINO A FINE MESE

Forio – vicoletto di San Gaetano, a cura di Roberto Manzi

di Andrea Esposito

Un nutrito, interessato ed appassionato pubblico ha partecipato al vernissage della mostra-omaggio a 35 anni dalla scomparsa al compianto grande artista ALDO PAGLIACCI, foriano d’adozione da troppi e da troppo tempo relegato nell’oblio del mancato ricordo. A recuperarne la memoria artistia, umana ed intellettuale, ci ha pensato – che sempre gli accade, avendone fatto una mission di parte del suo tempo – Roberto Manzi, esperto di beni artistici e museali, curatore delle esposizioni di maggior pregio e suggestive che vi sono state in Forio negli ultimi anni. Abbiamo intervistato Manzi, a margine dell’inaugurazione, che ci ha detto: “Questa è sicuramente la mostra più sentita degli ultimi cinque anni di intensa attività. Ringrazio mio padre per il sostegno e l’importante aiuto ad allestirla poiché lavoro durante il giorno. Ringrazio Andrea Esposito per la divulgazione di stampa e la stima che ci lega da sempre.

Ringrazio tutti i presenti e anche coloro i quali non potranno esserci. Ricordo che l’esposizione durerà almeno fino alla fine di maggio, ogni giorno di pomeriggio dalle ore 18 alle 20, quindi provvederemo a valutare eventuali proroghe. Ringrazio la mia compagna Marina Bottiglieri che mi ha sempre supportato nel mio estenuante lavoro di ricerca storico artistica”. Roberto, oltre ad essere un fine conoscitore della produzione artistica di Pagliacci, ne ha ricordi personali legati all’infanzia essendo l’artista un abituale frequentatore della casa dei suoi genitori e avendo lasciato innumerevoli ricordi del suo carattere particolare, complesso, a tratti spigoloso e profondo.

Lo ricorda nel suo intervento, durante il vernissage, il dottor Giuseppe Castiglione che ha dichiarato: “La sua pittura è una esaltazione del colore e della luminosita’, l’ambientazione artistica ha una armonia compositiva e cromatica a tratti quasi rinascimentale. Alcuni dei suoi capolavori sono attraversati da una vastita’ di colori al parti di materia consumata e impura, unita ad una gestualita’ ricca di valori che l’esistenza intesse in ogni luogo. Eppure un’altra ragione e’ da ricercarsi nei soggetti delle sue pitture, fatta di ambienti, oggetti usati, nature morte, persone, grumi di vitalita’, visti con quella ironia e quella pieta’ che escono dai racconti. In Aldo la dimensione artistica e quella vissuta si sovrappongono. Egli rappresenta nel modo piu’ estremo la parte segreta, informe e disordinata che alberga in ognuno di noi.

La visione tanto sofferta, frutto di una vita difficoltosa, sulla tela di Pagliacci diventa mito, un brivido magnetico percorre la composizione, quando il suo tratto da disegnatore si scioglie in una visione piu’ ampia e luminosa. Dunque la sua poesia straziata e dolente esce immediata dalla sua opera, come verita’ dell’invisibile. Che avventura è stata quella di Aldo Pagliacci!”

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Redazione

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