IL VIAGGIATORE SILENZIOSO, LA POSTURA PERFETTA (CHE NON ESISTE)

IL VIAGGIATORE SILENZIOSO, LA POSTURA PERFETTA (CHE NON ESISTE)

Il Viaggiatore Silenzioso amava perdersi nei luoghi più improbabili. Nel suo girovagare senza meta precisa, non cercava verità assolute né maestri infallibili, ma solo esperienze da assaporare con il corpo, la mente e lo spirito.  

A volte finiva in una capanna ai piedi di una collina, altre volte in un sottoscala adibito a sala yoga con incenso troppo invadente e playlist new age piena di flauti sintetici.

Ma lui c’era: presente, curioso, pronto ad ascoltare anche le assurdità come se ogni dettaglio avesse qualcosa da raccontargli.

Così, essendo l’ora giusta per una pratica, si infilò con leggerezza nell’ennesima “postural-mental-Spiritual Yoga Gym”.

La porta era decorata con font esagerati e mandala stampati in PVC.

Sapeva che sarebbe stato interessante… anche se non nel senso più elevato del termine.  

Ma lui non giudicava: praticava e osservava.

Dentro, gli allievi erano già lì, composti e concentrati, intenti a trovare l’angolazione corretta del ginocchio, l’apertura ideale del petto, la tenuta perfetta del bacino.

Sembrava una gara di geometria vivente.

Il Viaggiatore si sistemò in fondo, senza troppe pretese. La schiena non era drittissima, una spalla cadeva un po’ in avanti, eppure sul suo volto c’era quiete.

Qualcuno lo osservò con sospetto: “Ma questo… sta facendo yoga?”

Alla fine della lezione, tra un sorso di tè e un biscotto un po’ troppo secco, sorrise e pensò:  

“La postura perfetta non esiste o meglio, esiste, ma cambia di corpo in corpo ed è un mistero molto più profondo di come teniamo la colonna vertebrale”.

 Il corpo non mente, ma racconta storie

Ogni corpo è un racconto.  

Una postura non nasce solo da muscoli e ossa, ma da emozioni cristallizzate, abitudini invisibili, gesti appresi in anni di vita.

Le spalle non cadono in avanti solo per mancanza di tono, ma magari per anni passati a proteggere il cuore.  

Il torace non si chiude solo per sedentarietà, ma forse per delusioni, pressioni o giudizi che hanno insegnato a farsi piccoli.  

Il collo rigido non è sempre solo cervicale può essere il peso di parole non dette o ruoli troppo stretti.

Il Viaggiatore lo sapeva bene lui stesso aveva vissuto periodi in cui il corpo sembrava indossare la postura di qualcun altro: quella del bravo ragazzo, del lavoratore affidabile, del compagno impeccabile.

Solo con il tempo aveva iniziato a riappropriarsi della sua forma, ascoltando da dove nasceva ogni gesto, ogni contrazione, ogni sbilanciamento.

Lo yoga: strumento di verità, non solo di forma

In tutto questo, però, il Viaggiatore sapeva anche un’altra cosa.  

Che lo yoga, se praticato con sincerità, può davvero scardinare gli automatismi che costruiamo nella nostra vita quelli fisici, certo, ma anche quelli emotivi e mentali.

Attraverso il respiro, il movimento, l’attenzione, iniziamo a sentire la nostra postura reale, non quella imposta dai modelli o dai guru di Instagram.

Una postura diversa da individuo a individuo, che può diventare più funzionale, più viva, più adatta a ogni situazione della vita quotidiana.

Eppure, ironia della sorte, oggi molti vedono nello yoga una terapia posturale d’élite, consigliata da “espertoni” che magari non hanno mai messo piede su un tappetino ma ne parlano come fosse la soluzione definitiva per qualsiasi mal di schiena.  

“Fa bene alla postura” dicono, con lo stesso tono con cui si consiglia il bicarbonato o il cuscino ortopedico.

Il Viaggiatore sorrideva.

La postura è una memoria

Perché lui sapeva che la postura è una mappa emotiva più che un assetto tecnico.  

È il riflesso delle relazioni, delle paure, delle ambizioni e persino della routine quotidiana.  

Chi sta troppo seduto finisce col dimenticarsi le gambe.  

Chi si carica troppo sulle spalle dimentica di respirare.  

Chi vuole sempre apparire forte spesso tiene il corpo in trincea.

E così il Viaggiatore, tra una camminata e l’altra, aveva imparato a non correggere, ma accogliere a non forzare il corpo dentro un ideale, ma a lasciarlo esprimere, rieducarlo con dolcezza, come si fa con un vecchio amico che si è perso un po’ per strada.

Yoga non è “stare giusto” ma “stare vero”

Il Viaggiatore Silenzioso sapeva che l’equilibrio si costruisce col rispetto, non con la perfezione.

Che la postura giusta è quella che ti fa respirare meglio, pensare meno e sentire di più e che nessuno, proprio nessuno, ha una postura neutra, ognuno ha una forma temporanea, in dialogo costante con la vita che fa.

E mentre alcuni si ostinavano a inseguire l’asana perfetto per Instagram, lui restava lì… leggermente storto, ma totalmente presente.

E ora?

Mentre lasciava quella sala, il Viaggiatore Silenzioso si chiese quanti altri ideali lo yoga moderno stesse cercando di infilare a forza dentro i corpi e le menti delle persone.  

Perché forse, pensava, non è solo la postura ad aver perso il suo senso autentico, ma anche il modo in cui ci si avvicina alla pratica, più performance che ascolto, più scena che sostanza.

Ma questa è un’altra storia.  

Una storia fatta di selfie in equilibrio precario, leggings fosforescenti e hashtag motivazionali.

Una storia in cui più stretch, meno ricerca sembra essere il mantra dominante e il Viaggiatore, che non si prendeva mai troppo sul serio, aveva già infilato le vecchie scarpe, pronto a raccontarla.

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Michelangelo Stegani

Michelangelo Stegani

Il viaggiatore silenzioso Una rubrica semiseria di yoga, vita e altre pieghe dell’anima. In un mondo dove anche il silenzio ha bisogno di una buona connessione Wi-Fi, c’è ancora chi cammina piano, ascolta tanto e parla poco. Il viaggiatore silenzioso non insegna, non predica, non vende l’illuminazione in comode rate mensili. Osserva, respira… e ogni tanto racconta. Questa rubrica è il suo diario aperto: una raccolta di riflessioni, scoperte e sorrisi su come lo yoga (e la vita) abbiano bisogno di meno rigidità e più presenza. Una rubrica per chi cerca profondità senza pesantezza, per chi si è chiesto almeno una volta: “Ma io, in mezzo a tutto questo stretching… dove sono finito?” Benvenuti tra le pieghe di una ricerca leggera. miki6975@hotmail.com Cell 3389771638